Le due grandi famiglie della crittografia moderna

La crittografia simmetrica, dunque, utilizza la stessa chiave segreta, sia per la codifica, sia per la decodifica.
Io, mittente, e tu, destinatario, dobbiamo conoscere entrambi la stessa sola chiave di cifratura, per poter crittografarci simmetricamente i nostri messaggi. Però c’é un però: se facciamo così siamo un po’ a rischio perchè dobbiamo a tutti i costi mettere su un canale di comunicazione sicuro per trasmetterci la chiave, e dobbiamo stare attenti che sia davvero sicuro, perché sennò qualcuno può intercettare quello che ci scambiamo. E la sicurezza in questi casi non é mai troppa, anzi, a volte é troppo poca perché, anche se di Kevin Mitnich non ne é pieno il mondo, qualche furbetto del quartierino che riesce a carpire la chiave col nostro bell’algoritmo di codifica/decodifica può capitare. E allora? Allora niente, possiamo risolvere questo grattacapo con la straordinaria possibilità che al giorno d’oggi c’è offerta su un piatto d’argento dalla tecnica di crittografia a chiavi asimmetriche, introdotta nel 1976.
Con questa tecnica, io mittente e tu destinatario, facciamo uso di ben due chiavi di cifratura: una serve a cifrare e una a decifrare il nostro messaggio (che può essere una lettera d’insulti come una cartolina dall’Arizona); il messaggio, poi, cifrato con la prima chiave, lo si decifra esclusivamente solo con la seconda.
Be’, che c’é di così tanto spettacolare? vi sento già ribattere.
A me gli occhi, please: le due chiavi non solo possono essere scambiate (si cifra con la seconda e si decifra con la prima) ma inoltre - simsalabim - da una chiave non si può ricavare l’altra!
Naturalmente non vi posso svelare il trucco, anche perché questo tipo di crittografia, chiamata asimmetrica, é basata su cervellotici algoritmi matematici che forse nemmeno quelli di ingegneria conoscono, tuttavia la cosa più degna di nota di tutta la faccenda è il fatto di poter fare in modo che sia pubblica una delle due chiavi. Io, mittente, posso generarmi la mia bella coppia di chiavi e decidere di renderne pubblica una. Cosicché se ho intenzione di spedire il mio bel messaggio segreto a chi voglio non devo far altro che cifrarlo con la chiave pubblica del destinatario: soltanto tu, destinatario, puoi, perciò, decifrarlo con la chiave che hai solo tu e nessun altro nell’universo; tale chiave é detta chiave privata, deve rimanere a tutti i costi segreta e, dunque, tu destinatario, stai attento ad avere le tasche ben cucite, perché se la perdi e te la trova qualcuno (non necessariamente uno degli hacker che puoi trovare descritti qui: http://blogs.sdf.unige.it/wordpressMU121/s2857572/) sono […] amari.
Maggio 16th, 2007 at 12:12
Ciao Rossano…insomma anche sul web bisogna veramente stare attenti a tutto!!Dani
Maggio 16th, 2007 at 14:53
Fa sempre piacere leggere qualcun’altro che si scataffia con questa maledetta crittografia…ma la tua professionalità è superiore alla mia, non c’è che dire!
Sarà che io sono solo uno storico…
Maggio 16th, 2007 at 20:06
Ciao RS, eccomi qui anche se un pò in ritardo… Crittografia, aiuto! Ma quanti siete?! :p PieroT82