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- Un pò off topic,ma d’obbligo
- Un sogno per il 2012
- TONY HAWK ovvero UN MITO
- Lo Skate attraverso il cinema
- RODNEY MULLEN, in una parola: FREESTYLE
- Lo Skate come stile di vita
- Spine: uno skate a due ruote!
- Streetboard: uno snowboard da asfalto!
- SKATE and LAW: aspetti legali dello STREET-SKATING
- Il Longboard
Un pò off topic,ma d’obbligo
Settembre 6th, 2008 by pUnKy
Si, quest’articolo risulterà assolutamente fuori argomento, ma mi sembrava giusto postarlo in ogni caso!
Ieri si è in parte conclusa l’esperienza di blog online, si, perchè ho presentato il progetto in università e,che dire…..UN TRIONFO!
Ci tenevo comunque ad informare coloro che hanno seguito questo blog che la mia intenzione è quella di proseguirlo arricchendolo ogni giorno (o quasi) di novità sul mondo dello skate!
Alla prossima!
Stay….skate!
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Un sogno per il 2012
Settembre 5th, 2008 by pUnKy
Dopo l’approdo dello snowboard ai Giochi invernali e della BMX ai Giochi di Pechino, lo skate potrebbe essere tra le discipline olimpiche che vedremo a Londra nel 2012.
L’unico vero problema pare per il momento l’adozione dello skateboard all’interno di una federazione internazionale riconosciuta dal CIO.
L’UCI (Unione Ciclistica Internazionale) sta lavorando alacremente per raggiungere questo traguardo.
Che dire…incrociamo le dita!

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TONY HAWK ovvero UN MITO
Settembre 4th, 2008 by pUnKy
Come non riservare un articolo ad un altro Pro-Skater di grande livello come Tony Hawk?!?
Tony Hawk nasce a San Diego il 12 maggio 1968 ed è considerato una delle persone più famose e più influenti di skateboarding su rampa moderno.
È accreditato per l’invenzione di molti tricks compreso lo Stalefish, Madonna, McHawk, Varial McTwist ed altri 80, ma è più famoso per essere stato il primo a chiudere il 900 (due rotazioni e mezzo) durante i giochi 1999 x-games, per cui ha ricevuto una quantità enorme di attenzione.
Ha lasciato lo skateboarding competitivo nel 2001 , ma continua a skateare, a fare video e a partecipare a demo di skate.
Nel 1992 Hawk ha fondato una società, la Birdhouse con lo Skater Per Welinder. Hawk ha anche una società cinematografica, la 900 film, con la quale ha realizzato la trilogia di Tony Hawk’s Tricks Tips 1-2-3, dove illustra le varie tecniche per imparare e chiudere i tricks in flip, grind,grab e su altre superfici quali mini-rampe.
Hawk è conosciuto da tutti per la serie di videogiochi Tony Hawk’s iniziata nel 1999 con Tony Hawk’s Pro SKater; l’ultimo videogame è stato Tony Hawk’s Prving Ground, rilasciato nel 2007 per le console di ultima generazione e per PS2.
Memorabile la sua apparizione come guest star in una puntata de The Simpson, Bart mini maggiorenne (quattordicesima stagione)

Tony Hawk è stato inoltre tra i primi ad elevare lo skateboarding a sport in senso stretto, valorizzandone la dimensione atletica, senza mai smettere questo intento.
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Lo Skate attraverso il cinema
Settembre 3rd, 2008 by pUnKy
Come promesso eccomi a dedicare un articolo alle pellicole cinematografiche che hanno parlato di skateboarding!
Il primo film dedicato a questo sport risale al 1986. Si tratta di Thrashin’, di David Winters, uscito in Italia col titolo “Thrashing’: corsa al massacro”

Il film descrive la classica competizione tra gang giovanili, solo che per protagonisti ha due team di skaters.
Un gruppo di ragazzi, conosciuti da tutti con il nome di Valley Boys e che scorazza per il quartiere con gli skateboard, si scontra con una banda di punk. A capo dei primi c’è Corey Webster, mentre Tommy Hook guida i secondi. I due gruppi si contendono la supremazia del territorio. I veri problemi iniziano quando Corey si innamora della sorella di Tommy, arrivata dall’Indiana. Lo scontro decisivo tra le due gang ha luogo su una collina usata dagli skaters per le loro evoluzioni e chiamata L.A. Massacre (da qui il titolo italiano della pellicola).
E’ un film tipicamente adolescenziale, ma ottimo per ascolare buona musica e vedere straordinarie evoluzioni. Inoltre, proprio attraverso la colonna sonora, con pezzi di Vice Squad, Siouxise and the Banshees, riporta alla cultura hardcore punk rock che influenzava lo skate anni ‘80.
In questo film compaiono nomi importanti dello skateboarding come Tony Alva, Tony Hawk e Steve Caballero, oltre a Michael Balzary, meglio conosciuto come Flea, bassista dei Red Hot Chili Peppers.
Secondo in ordine temporale è Gleaming the cube (noto in Italia come “California Skate”),del 1989, diretto da Graeme Clifford e con protagonista un pazzo Christian Slater.

Mi commuovo quasi a parlare di questo film, perchè mi ricordo ancora quando da piccola veniva spesso trasmesso in tv durante l’estate, e io ogni volta, immancabilmente, mi fissavo davanti al televisore immaginando di essere Christian Slater in sella alla sua tavola, durante l’inseguimento (video), scena memorabile oltretutto, o nel finale, quando l’eroico Slater, a bordo del suo skate, effettua tricks unici, proprio prima dei titoli di coda (video), anche se ripensandoci ora, ricorda un pò la danza-allenamento-prova d’ ammissione di Alex Owens in FlashDance (video), non so come ma trasmettono la stessa idea di leggerezza e la stessa rabbia insita nei protagonisti a mio parere (beh, non a caso sono entrambi film degli anni ‘80!!!)
Il film narra la storia di Brian (Christian Slater), un ragazzo appassionato di skateboard, il quale, insieme alla sua banda di amici, passa i pomeriggi in cerca di piscine vuote in quel di Orange County, California, USA, per compierci pericolose evoluzioni. Il fratello di Brian, Vihn, vietnamita adottato, classico bravo ragazzo serio e studioso, lavora part-time presso un video-shop che sostiene una associazione di volontariato per i paesi vietnamiti che lotta contro il regime comunista ed esporta cibo e medicinali. Vihn scopre che questo traffico di beni verso il Vietnam è una copertura ad un commercio di armi. Viene scoperto ed ucciso, ma il tutto passa come un suicidio. Brian, incredulo che il fratello si sia suicidato, inizia ad investigare in cerca degli assassini e li scoverà. Fa di tutto per farlo capire alla polizia ma nessuno gli crede, quindi può fare affidamento solo nei suoi amici e nella ex-fidanzata del fratello per catturare e consegnare i colpevoli alle forze dell’ordine.
Gleaming the cube rappresenta un film culto per gli amanti dello skateboarding, ma anche per i nostalgici degli anni ‘80. La pellicola vede come ospiti alcuni degli allora giovani campioni mondiali di skateboard, come Tony Hawk (Buddy e controfigura di Slater nelle scene di rampa), Tommy Guerrero (Sam), Mike McGill (controfigura di Slater nelle acrobazie in rampa e piscina), infine Rodnye Mullen (controfigura di Slater nelle scene di flatland, acrobazie sul posto) per citarne solo alcuni.
Risale al 2001 il documentario Dogtown and Z-boys (citato nei vostri commenti), diretto dal Pro-Skater Stacy Peralta, che racconta la storia degli Z-boy appunto e del quartiere degradato di Dogtown.

Nel 1975 i surfisti di Dogtown, quartiere povero di Los Angeles, Tony Alva, Stacy Peralta e Jay Adams, insieme ai costruttori di tavole Jeff Ho, Skip Engblom e Craig Steyck, rivoluzionano lo skateboarding, applicando alla tavola su ruote la stessa filosofia ribelle che contraddistingue il loro modo di cavalcare le onde dell’oceano. Approfittando di un’estate di siccità si intrufolano nelle piscine vuote dei ricchi di Beverly Hills e le usano come piste e rampe per perfezionare uno stile con slanci in verticale, torsioni a mezz’aria e appoggi a terra, che sarà destinato a influenzate le generazioni future di skaters.
Il documentario, creato da uno degli ex Z-boys, è nato per reazione all’annuncio di messa in cantiere del film hollywoodiano Lords of Dogtown, basato sugli stessi fatti.
E proprio nel 2005 esce Lords of Dogtown, diretto dalla statunitese Catherine Hardwicke. Il fim viene scritto da Stacy Peralta e un confronto con il documentario del 2001 è d’obbligo!

Il film trae spunto da una storia vera, quella del passaggio dal surf allo skateboard.
Nella Los Angeles del 1975 le autorità locali impongono il razionamento dell’acqua a causa della siccità. Alcuni surfisti del quartiere povero di Dogtown (Stacy Peralta, Jay Adams, Tony Alva e i loro amici) sfrecciano nelle piscine vuote di Beverly Hills e inventano un nuovo stile che rivoluziona lo SKateboarding.
Spicca Skip, proprietario di un negozio di surf, dapprima capo della squadra dei tre che li fa conoscere al grande pubblico, poi abbandonato per i suoi modi poco ortodossi riguardo la vita.
Adams si afferma come il migliore tra i suoi amici, ma le loro vite prendono strade diverse: Alva e Peralta diventano rivali nei circuiti professionistici, il ribelle Adams,a causa della sua pessima condizione famigliare, abbandonarà per un periodo di tempo lo skateboard, e andrà in giro con un gruppo di skinhead.
Presto i tre amici si riuniranno in onore dell’amico Sid, da tempo afflitto da continue perdite di equilibrio. Si scoprirà più tardi che Sid è un malato terminale di tumore cerebrale. Verrà in seguito aiutato dagli amici a non abbattersi per la sua grave malattia, e li inviterà a fare skateboarding nella piscina del padre, che aveva sempre proibito un tale utilizzo della vasca.
Viscerale, immerso nelle riprese acrobatiche sullo skate, il film della Hardwicke manca però della poesia del documentario di Peralta, la realtà qui si trasforma, e la stereotipazione emerge consegnandoci una sensazione fittizia, non immediatemente percepibile da chi non ha mai provato l’ebrezza dello skateboarding.
Da annotare, la presenza nel Cast di Heath Ledger, giovane promessa del cinema mondiale, scomparso il 22 Gennaio 2008, che qui interpreta un’intenso Skip, alcolizzato e drogato scopritore dei giovani skaters; l’ennesima straordinaria metamorfosi di Ledger.

Il più recente film dove compaia come protagonista uno skateboarder è, infine, Paranoid Park, del 2007, diretto da Guns Van Sant e tratto dall’omonimo romanzo di Blake Nelson, vincitore del Premio della Giuria al 60° Festival di Cannes.

Alex è un sedicenne che vive a Portland negli USA. La sua passione è lo SKateboard e tutta la cultura che ci sta attorno. Con l’amico Jared comincia a frequentare il Paranoid Park, un posto conosciuto da tutti gli skaters della città. Lì conosce altri ragazzi che, una sera, gli propongono nuove emozioni forti: saltare sui treni merci in transito nella vicina stazione.
Per una brutta coincidenza una mossa avventata di Alex farà cadere tra i binari una guardia accorsa per sistemare i due sprovveduti. La guardia verrà tranciata in due da un altro treno e questo apre l’incubo del protagonista.
Alex si ritrova a vivere con un grosso pensiero che influenzerà i rapporti con chi gli sta attorno; lascia la sua ragazza Jennifer e inizia ad uscire con Macy, alla quale confessa che è accaduto qualcosa che lo fa star male. Macy gli consiglia, per liberarsi del peso, di scrivere quello che è successo in una lettera per un amico, magari per lei. Alex scrive i fatti ed è seguendo la sua scrittura che noi veniamo pian piano a conoscenza degli avvenimenti.
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RODNEY MULLEN, in una parola: FREESTYLE
Settembre 2nd, 2008 by pUnKy
Era mia intenzione, con questo blog, parlarvi oltre che di skateboard, delle sue regole e delle sue evoluzioni, anche degli uomini (e delle donne ovviamente, anche se scarseggiano) che hanno segnato questo sport, nomi importanti per il mondo della tavola, persone che hanno rivoluzionato il modo di viaggiare su questo ‘legno con ruote’.
Perchè anche lo skate, come la storia, è fatto di uomini!

John Rodney Mullen nasce a Gainseville, USA, il 17 agosto 1966.
E’ uno dei più famosi skaters del mondo. Iniziò a praticare questo sport nel 1977, dopo aver convinto il padre, a patto che si mettesse protezioni e che smettesse al primo infortunio . A soli 13 anni diventa professionista nella leggendaria Powell Peralta (fondata da Stacy Peralta).
Rodney Mullen è considerato colui che ha rivoluzionato questo sport. Fino agli anni ‘70, lo skateboard era praticato in gare di downhill (stile che ancora oggi esiste) che consistevano in lunghe discese a gran velocità. Con l’avvento dello skater della Florida lo stile cambiò radicalmente.
Dopo l’invenzione dell’ollie, da parte di Alan Gelfand, Mullen inventò, tra gli altri il kickflip, chiamato anche magic flip, che consiste nel saltare e far roteare la tavola sotto i propri peidi.
Tra il 1979 e il 1992 Mullen ha inventato più di 30 tricks:
-1979: godzilla rail flip, 540 shove it, 50-50 saran wraps
-1980: 50-50 casper, helipops
-1981: flat ollies, gazelles, no handed 50-50
-1982: kickflip, heelflip,ollie impossibile
-1983: sidewinders, 360 flip, 360 pressure flip, casper three sixty flip, half cab kickflip, 50-50 sidewinders
-1984: one footed ollie, backside 180 flip
-1985: duct tape on finger
-1986: ollie nosebones, ollie finger flip, airwalk
-1988: frontside heelflip shove-it
-1990: switchstance three sixty flip, helipop hellflip
-1991: removed duct-tape from finger
-1992: kickflip under flip, casper slide, half flip darkslide
Questi nomi per chi è estraneo a questo mondo, o smplicemente alle prime armi, non significheranno nulla, se non qualcosa di impronunciabile, ma per gli skaters significano VITA, evoluzioni grandiose al limite dell’impossibile.
Rodney Mullen ha uno stile tutto suo, è infatti ingrado di usare trick di freestyle nello street.
All’inzio della sua carriera era infatti principalmente un freestyler anche perchè non esistevano ancora tutti i tricks di oggi, che proprio lui ha inventato.
Basta guardare Rodney all’opera per rendersi conto della sua grandissima esperienza e delle sue abilità.
Ecco cosa intendo quando dico un mago! video
P.s. Scusate per l’invasione di nuovi articoli quest’oggi, ma dovevo pur recuperare l’assenza di ieri! inoltre occorre approfittare dei momenti di ispirazione…
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Lo Skate come stile di vita
Settembre 2nd, 2008 by pUnKy
Eccomi di nuovo a scrivere! Scusate l’assenza di ieri ma ero impegnata con un esame all’Università…. ma torniamo a noi e allo skateboard!
Oggi volevo parlarvi dello skateboarding come stile di vita! Si perchè alla fine oltre a diventare una propria “malattia” (del tipo: oddio dove vado senza il mio skate!), lo skate diventa anche uno stile! Condiziona il tuo modo di parlare e di vestire, il tuo modo di “atteggiarti” e rapportarti con il mondo!
Si perchè quando sei sulla tavola, anche quando sei alle prime armi e cadi mille volte di seguito, ecco…hai un senso di libertà assoluto! E questo obbiettivamente condiziona parecchio il tuo rapportarti con l’esterno!
Per quanto riguarda i rapporti intra-skaters posso dire, per esperienza, che esiste una fratellanza davvero unica tra coloro che praticano questo sport, e un grande rispetto per i più giovani e per i principianti! Insomma, sarebbe veramente difficile incontrare uno skater che si rifiuti di mettere le sue doti e abilità al servizio di un imbranatello che a malappena sta in piedi sulla tavola.
Chi pratica skateboarding sa cosa vuol dire “vivere in gruppo”, rapportarsi col gruppo, è quindi un ottimo modo per socializzare, soprattutto per i giovani! Mi sento quindi di consigliarlo a tutti quelli che hanno difficoltà nel fare amicizia, o alle mamme preoccupate che i loro bambini pratichino in solitaria sport pericolosi. Ecco, lo skateboarding può funzionare da “terapia”.
Inoltre, se consideriamo la presenza di Skate Parks (ottimi luoghi di ritrovo così come gli skateshop, negozi del settore) attrezzati e a norma di legge per quanto concerne la sicurezza, beh, quale modo migliore per divertirsi riducendo i rischi? Molto meglio, soprattutto per i più piccoli, che skateare in strada!
Ma torniamo all’argomento di questo articolo….
Vi ho già accennato che lo skateboarding è uno dei pochi sport che è diventato anche uno stile di vita, soprattutto negli Stati Uniti e, in misura minore, in tutto il resto del mondo, oltre che un mezzo di trasporto (si pensi che in Svizzera, ma vi assicuro anche a Milano, numerosi studenti lo utilizzano per recarsi a scuola, anche grazie ai numerosi e ben curati marciapiedi ciclabili, ecco, questi a Milano non ci sono però!).
Lo stile skater è divenuto anche un tipo di abbigliamento, mutato nel corso del tempo. in origine gli indumenti skater erano stretti, pantaloni attillati, e portati a vita alta con una cintura, le maglie indossate erano di flanella, si usavano anche felpe, soprattutto col cappuccio (gli hoodies), e scarpe di tipo “slip-on” o “hi-top”, solitamente Vans, nei modelli checkboard o sk8 hi, ma anche le più popolari Converse all star hi top.
Negli anni ‘90 lo stile cambia enormemente, e prevede, scarpe da ginnastica molto alte con tomaia rinforzata nella punta, ovvero nei punti di maggior sfregamento con il grip, colorate e larghe, pantaloni di grandi taglie, portati a cavallo basso, maglietta anch’essa extra large e vari accessori.
Verso la seconda metà degli anni 2000, lo stile d’abbigliamento skater ha cominciato a riavvicinarsi a quello degli anni ‘80, dove lo stretto ha ripreso il posto del largo, con indumenti vintage e old school. Emblema di questo mutamento è stata la cosiddetta ondata emo, che include nel vestiario tipico, i caratteristici indumenti dello skate old school. Grazie anche alla notevole popolarità dell’emo, questo è riuscito ad influenzare le tendenze generali riportando in auge proprio diversi elementi derivanti dallo skate old school.
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Spine: uno skate a due ruote!
Agosto 31st, 2008 by pUnKy
Con Spine non si fa skate, ma si striscia sinuosi come serpenti.
Con un design innovativo e tecnologico, basato su 2 ruote anzichè le canoniche 4 degli skate tradizionali, questo skateboard disegnato dal designer Yoel Mazur, soprannominato da qualcuno snake-board, è indicato per i più esperti che possono simulare, così, le discese di snowboard.
Composto da materiali leggeri e resistenti, permette di muoversi grazie allo snodo al centro della tavola, con cui è possibile curvare durante la corsa, prendendo velocità.
Purtroppo non si hanno informazioni su una possibile commercializzazione, anche se in commercio esistono modelli meno sosfiticati ma simili nel concetto come lo Streetboard.
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Streetboard: uno snowboard da asfalto!
Agosto 30th, 2008 by pUnKy

Lo Streetboard è l’ennesima evoluzione dello skateboard e presenta numeroi vantaggi.
Dando un’occhiata agli snodi si può notare una maggiore maneggevolezza, e in generale il controllo risulta migliore visto che il rider può sfruttare degli attacchi che lo ancorano alla tavola e ciò facilita enormemente le evoluzioni di elevato livello.

Proprio l’esistenza degli attacchi dà alla corsa , e soprattutto nello svolgimento dei tricks, delle movenze molto simili allo snowboard, e questo lo farà sicuramente apprezzare agli snowboarders, che in estate non possono praticare la loro disciplina sulla neve, e ai rider alle prime esperienze che si avvicinano al mondo boarding.

Che dire….voglio assolutamente provarlo!
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SKATE and LAW: aspetti legali dello STREET-SKATING
Agosto 28th, 2008 by pUnKy

La disciplina dello street-skating, lo skateboarding praticato per strada, non può prescindere dall’utilizzo di elementi di arredamento urbano, quali marciapiedini, scalinate, scorrimano. D’altra parte l’uso di queste strutture da parte degli sportivi può creare problemi di sicurezza e incolumità dei passanti, e degradazione delle strutture stesse.
Nel codice della strada italiano, lo skateboard è assimilato ad un acceleratore e l’articolo 190 cita al comma 8:
| « La circolazione mediante tavole, pattini od altri acceleratori di andatura è vietata sulla carreggiata delle strade » |
Mentre il comma 9:
| « È vietato effettuare sulle carreggiate giochi, allenamenti e manifestazioni sportive non autorizzate. Sugli spazi riservati ai pedoni è vietato usare tavole, pattini od altri acceleratori di andatura che possano creare situazioni di pericolo per gli altri utenti » |
Per l’effetto di questi commi uno sportivo praticante lo street-skating all’interno di speciali strutture urbanistiche può essere considerato autore di un atto illecito.
Un’altra interpretazione giuridica afferma che il comma 9 non intende vietare allo skater l’utilizzo delle strutture urbane, ma sottolinea solo che gli skater devono porre la massima attenzione nell’utilizzo delle strutture pubbliche affinché i passanti non corrano pericoli fisici.
La frase Skateboarding is not a crime, famosa tra gli skateboarders, rivendica proprio la legittimità dell’utilizzo dello skateboard in strada. Difatti, nonostante l’esistenza di skate-park attrezzati con corrimano, scalinate e altri elementi architettonici riproducenti l’arredo urbano, liberamente utilizzabili per lo sport, i praticanti puristi considerano l’utilizzo della strada l’unica opzione rispettabile per praticare lo street-skating.
In aggiunta a ciò in molte località le strutture dedicate sono pochissime, soprattutto in Italia, e spesso le strutture esistenti sono fatiscenti e pericolose.
La conseguenza di questo stato di cose è che gli skaters girano per le strade in cerca di strutture per eseguire trick e sono spesso allontanati dalle forze dell’ordine, ma anche da guardie giurate e persino da privati cittadini, anche perché nella ricerca di spot capita che gli skaters invadano proprietà private, spesso neanche rendendosene conto.
Tra gli appassionati italiani è forte la rivendicazione di idonei luoghi di allenamento e manifestazione (skatepark) che non siano rari o obsoleti, spesso in polemica con la disponibilità di strutture che hanno altri sportivi, in particolari gli amanti del calcio.
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Il Longboard
Agosto 27th, 2008 by pUnKy
Prendendo spunto da uno dei vostri commenti, eccomi a parlare del Longboard.
Per prima cosa le tavole cosiddette “longboard” per essere considerate tali vanno da 40″ (pollici) equivalenti a 1 metro circa, fino a 72″ (pollici) equivalenti a 182 cm circa.
Le forme (shapes) delle tavole longboard possono variare in base all’utilizzo, più o meno come nel surfing.
Tavole con pin tail accentuati sono più utili nello slalom e nel carving puro. Tavole più classiche e lunghe vanno bene in discesa e per il puro sidewalk surfing, noseriding.
Il materiale più usato nei longboards è il legno, massiccio oppure ancora meglio se multistarto; esistono poi le fibre plastiche, il carbonio, l’alluminio e altre combinazioni di materiali. Lush ha introdotto una novità nei materiali da costruzione degli skate: il bamboo, che ha eccellenti e superiori doti di leggerezza e flessibilità, inoltre, essendo facilmente reperibile, poichè cresce molto più in fretta degli alberi, è un’ottima alternativa, ecologica e sostenibile al classico legno.
Le ruote devono essere grandi e abbastanza morbide. Il diametro più usato, nei longskate, è circa 65/70 mm. Diverse durezze nelle ruote possono essere scelte in base all’utilizzo della tavola stessa (carving, bombing, sidewalk surfing).
I trucks sono molto importanti perchè consentono alla tavola di curvare. Esistono vari tipi di trucks e di diverse qualità.
I cuscinetti (bearings) aumentano la capacità di girare delle ruote, influendo sull’attrito delle stesse. La scorrevolezza dei bearings si misura in ABEC (1, 2, 3). A maggiore scorrevolezza dei bearings, normalmente corrisponde un maggior prezzo.
I longboards sono dotati anche di distanziatori (risers) che aumentano la distanza tra trucks e tavola per impedire alle ruote di toccarla inclinandosi in curva. Se angolati (dai 5° agli 11°) modificano l’angolo di curva e la stabilità della tavola.
Per farvi un’idea di cosa sia il longskate, eccovi un assaggio video
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