David Cronenberg
Posted in I miei film on Gennaio 25th, 2008
Il padre di Cronenberg era un giornalista e sua madre una pianista. Si laureò in lettere all’Università di Toronto, e attraverso i suoi studi ha detto di aver trovato ispirazione per il suo cinema da letture filosofiche e dagli autori della beat generation, come William Burroughs e Vladimir Nabokov.
Dopo aver scritto una gran quantità di racconti fantascientifici, cominciò a dedicarsi al cinema realizzando quattro cortometraggi ed i suoi primi due lungometraggi a bassa distribuzione: Stereo (1969) e Crimes of the future (1970).
Nel 1975 scrisse e diresse Il demone sotto la pelle, primo film ad avere una regolare distribuzione e ad essere portato anche in Italia.
Attraverso tutto l’arco della sua carriera, il cinema di Cronenberg ha seguito una progressione definita, muovendo da tematiche sociali verso un’analisi dell’interiorità umana. I suoi primi film si incentrano sulla modifica del corpo umano da parte di scienziati, e si risolvono in un’anarchia sociale (Il demone sotto la pelle, Rabid sete di sangue). Più avanti Cronenberg cominciò ad interessarsi all’angoscia interiore dei protagonisti frutto dello sconsiderato progresso della scienza (Brood, la covata malefica, Scanners, Videodrome). In un periodo più tardo lo scienziato stesso è trasformato dalla sua stessa arroganza (La mosca). Questo percorso culmina in Inseparabili, in cui due gemelli ginecologi condividono ogni cosa nella vita e si lasciano trascinare in una spirale di codipendenza e uso di droga. La successiva produzione di Cronenberg si rivolge maggiormente a temi psicologici come il contrasto fra realtà soggettiva e oggettiva: Il pasto nudo, dal romanzo di William Burroughs, sull’arte come esplorazione dei meandri mentali, in questo caso sotto l’effetto di allucinogeni; eXistenZ, sull’illusione, il gioco, il moltiplicarsi dei livelli di realtà; M. Butterfly, sull’amore impossibile e sul desiderio come elaborazione cerebrale; Spider; sul tormentato mistero della malattia psichica.
Cronenberg stesso ha detto che i suoi film dovrebbero essere visti dal “punto di vista della malattia”, ovvero dal punto di vista del personaggio che, una volta entrato in contatto con il morbo, diventa simbolo della malattia stessa. Questa prospettiva, che assegna un punto di vista neutrale al morbo e non tenta di demonizzarlo, è illustrata chiaramente ne La mosca in cui il protagonista scopre di essersi geneticamente fuso con un insetto. Piuttosto che dire “La macchina del teletrasporto ha sbagliato”, dice “La macchina del teletrasporto è diventata un fusore di geni”: l’infezione e il disastro, nel cinema di Cronenberg, sono più agenti della trasformazione personale che problemi da risolvere. Allo stesso modo, in Crash (1996), persone che sono già state coinvolte in incidenti d’auto, ricercano nuovamente quest’esperienza vedendola come “un evento fertilizzante più che distruttivo”. In questo senso a Cronenberg, autore filosofico, interessa esplorare le diverse possibilità percettive e le derive apparentemente patologiche derivanti dalla disfunzione del principio di realtà.
Escludendo La zona morta (1983) e La mosca, Cronenberg non ha mai lavorato con grandi budget, alla maniera hollywoodiana, sebbene non gli sia mancata la possibilità di farlo. Infatti, in un primo momento, era stato preso in considerazione da George Lucas come possibile regista de Il ritorno dello Jedi, ma egli stesso declinò l’offerta. Cronenberg lavorò anche per circa un anno ad una versione di Atto di forza ma, una volta comprese le “divergenze creative” con il produttore Dino de Laurentiis e con lo sceneggiatore Ronald Shusett, abbandonò il progetto; una versione differente dello stesso film venne realizzata da Paul Verhoeven. Alla fine degli anni ‘90, Cronenberg venne annunciato come regista di un seguito del film di Verhoeven, Basic Instinct, ma anche questo andò a monte.
Il suo film più recente, A History of Violence (2005), è uno dei suoi lavori a più alto budget ed il più adatto al grande pubblico fino a questo momento. Cronenberg ha dichiarato che la decisione di dirigerlo era stata influenzata dalla necessità di finire di pagare alcuni stipendi per il suo precedente film Spider, ma è comunque stato uno dei suoi film più acclamati dalla critica.
Fin da Inseparabili del 1988, David Cronenberg ha sempre lavorato con il direttore della fotografia Peter Suschitzky. Ironicamente, Suschitzky ha diretto la fotografia de L’Impero colpisce ancora, di cui Cronenberg era stato invitato a girare il sequel. Cronenberg ha affermato più volte che il lavoro di Suschitzky in Episodio V lo ha reso il miglior film di fantascienza che abbia mai visto, e questo fu uno dei principali motivi per cui lo scelse come suo collaboratore in Inseparabili.






