Amici Bloggers

Maggio 19th, 2008

cari amici sotto esame,

se volete che io possa godere dei vostri blogs,

mettete qui il vostro indirizzo e non mancherò di venire a trovarvi!!!

A presto 8)

Marzo 23rd, 2008

buonapasqua.JPG

E non è finita lì…

Marzo 12th, 2008

Rieccomi! 8)

Lo sapevo che non sarei riuscita a smettere di scrivere qui! Avevo proprio le idee che volevano uscire dalle dita alla tastiera e, nonostante abbia fatto l’impossibile per star lontana, arieccome!

Oggi vi parlo di un evento culturale della tradizione della mia città, Savona, che ha le sue radici addirittura nel 1200 ed è consuetudine ratificata dal dal 1822: la Processione del Venerdì Santo .

Perchè ve ne parlo? Bhè, sebbene in passato si svolgesse tutti gli anni, oggi è quadriennale - e questo è l’anno “sì” - è una delle più incredibili manifestazioni che la città conserva dagli albori, è un importante appuntamento spirituale per i credenti ed un evento artistico di elevatissima caratura per la preziosità delle opere protagoniste.

Il prossimo venerdì, il 21 marzo, le vie di Savona diventeranno il teatro di questo appuntamento mediatico che non bisogna perdere, almeno una volta nella vita.

Alcune “chicche” per stuzzicarvi la curiosità:

  • 10 tamburilistati a lutto aprono la Processione;
  • 40 torcioni di due metri di altezza attorniano la Croce della Passione (croce in legno raffigurante tutti i simboli della Passione di Cristo) che viene portata nel modo tradizionale ligure “in crocco”;
  • 15casse” che sfilano;
  • 4 tra cori e bande di cui il grande complesso corale-orchestrale;
  • 36 lampioni ( o fanali) lignei processionali che si alternano tra le casse o attorniano la Cassa della Reliquia della Santa Croce [si tratta di un frammento della Croce del Calvario che viene portata a spalla in Processione in una arca sormontata dal baldacchino];
  • 550 circa il totale dei portatori;
  • 400 circa tra cantori e musicanti;
  • 1200 circa il numero complessivo degli attori, parte attiva alla Processione.

Cosa sono le casse?

Si tratta di enormi gruppi scultorei lignei policromi raffiguranti momenti biblici ed i “misteri” della Passione, articolati su piattaforme pesanti da cinquecento ai milleduecento chilogrammi che vengono portati “a spalla” dai portatori eletti dalle confraternite , che indossano la “cappa” ossia il tradizionale saio penitenziale. Le più grandi superano i 15 quintali di peso e sono portate da più di 20 portatori per cambio. Infatti la processione, accompagnata da musica e/o cori sacri, è articolata in poste (soste), appositamente inserite per poter alternare i portatori (e farli arrivare così vivi alla fine!)

Queste splendide opere d’arte risalgono a epoche diverse e sono quindi ispirati a differenti modelli stilistici, scolpiti in un arco di tempo dal Seicento e Novecento da valenti maestri scultori. Le più antiche sono due casse della confraternita dei Santi Pietro e Caterina, giunte da Napoli nel 1623 e raffiguranti “La flagellazione” e “Cristo cade sotto la croce”, molto arcaiche e statiche nella composizione.

Alcuni esempi:

La promessa del Redentore, 1777, Filippo Martinengo “Pastelica” L’Annunciazione, primi decenni del sec. XVIII, La deposizione dalla Croce, 1795, Filippo Martinengo “Patselica” L’Addolorata, fine del sec. XVIII, Filippo Martinengo “Pastelica”

E molto altro ancora. Per vedere le immagini di tutte le casse, cliccate qui

Se, invece, vi ho fatto venire la voglia di essere tra gli astanti, leggete tutto ciò che vorreste sapere in merito qui, qui e qui, soprattutto per le locandine e gli orari di quest’anno.

Hei, poi sappiatemi dire se ci siete stati e cosa avete provato a partecipare! :)

Buona Pasqua e a presto! 8)

Febbraio 15th, 2008

arcobaleno - acquarello su carta di Michela

Carissimi tutti voi, amici bloggers!

Per i miei saluti ufficiali finali, ho voluto “passare il testimone” alla nuova generazione :)

L’acquarello che apre questo articolo è la prima opera d’arte incorniciata della mia nipotina Michela: aveva 3 anni 1/2 quando lo ha realizzato, con la mia supervisione :) (e poi non ditemi che voi non siete capaci…! )

Anche se non è mia figlia, forse qualche frammento di Dna mio è passato! ;)

Prima di tutto: grazie, grazie, grazie!!!

Grazie per la vostra inaspettata, incredibile, graditissima partecipazione in numero di post fatti qui!

Grazie per tutte le bellissime parole che mi avete mandato e per tutti i complimenti (a volte immeritati) che mi avete fatto. Sono certa che erano sinceri :)

Grazie per avermi dato un briciolo di autostima in più (nonostante ciò che può apparire, non è così alta come credete, anzi…) e per avermi aiutato a passare l’esame alla grande!!!

E poi…

Sono :) felice per l’esito dell’appello, ma triste, :( tristissima per la fine ufficiale di quest’avventura.

E’ stata una delle più belle esperienze didattiche di tutti i corsi universitari fatti fino ad ora e mi ha inaspettatamente coinvolto in una sorta di “dipendenza spicologica da blog”!

:( Per questo sono triste: non posso pensare di non scrivere e leggere più nulla qui!

Per questo, se sarà possibile, continuerò a inserire qualcosa ogni tanto, giusto per non perdere il filo di questo mondo nuovo che ho imparato ad amare!

8) Arrivederci ancora qui, dunque!

Ciao a tutti e un megamega baciobacio da maclà e da Susanna!!!

8) :) 8) :) 8)

Caravaggio

Febbraio 13th, 2008

 

 

Michelangelo Caravaggio- Riposo durante la fuga in Egitto, 1594, Roma, Galleria Doria Pamphilij.

Riposo durante la fuga in Egitto, 1594, Roma, Galleria Doria Pamphilij.

Stasera, in una pausa cerebrale dovuta a geostress (domani: appello!), ho buttato un occhio al Milionario di Scotti - una delle poche trasmissioni in cui si riesce ad imparar qualcosa! :)

Una delle domande - valore 70.000 Euro! - era sul quadro del Caravaggio “San Matteo e l’Angelo“. Si chiedeva cosa facesse San Matteo, se scrivesse, dormisse, pescasse o scappasse.

[Mi è venuta la voglia di navigare un po’ per la sua arte e penso sia interessante mettere anche a voi la pulce nell’orecchio :) ]

La bella concorrente ferrarese ha fatto una lunga dissertazione colta sull’iconografia ortossa di Caravaggio e sulla sua mania di rifare alcuni quadri almeno un paio di volte.

Diceva di ricordare l’opera tra questi e di “avere un cassetto della memoria” che le “parlava” di due versioni differenti del quadro; poi ha dato la risposta corretta.

(beata lei :) )

San Matteo scrive il Vangelo e, secondo quanto affermato da Scotti - che leggeva le note di redazione - nella prima versione già conservata in Germania ed ora andata perduta, l’Angelo (cito) “Teneva addirittura la mano di S. Matteo metre scriveva il Vangelo”.

Bhé cari, appena ho cliccato su Google immagini, mi è saltata fuori proprio quella versione lì - peccato in bianco e nero -

Caravaggio - S. Matteo e l’Angelo - fonte Google immagini

Che ne sapete in merito? E’ vero che ne esistono due? E’ vero che una è perduta? E’ vero che nell’altra - conservata in una chiesa di Roma - l’Angelo non guida la mano di San Matteo?

Aprite le nostre menti povere alla vostra conoscenza globale!

[Cristiana… Ti aspetto! :) ]

L’attimo fuggente

Febbraio 11th, 2008

Ci sono cose che volano -

uccelli - ore - calabroni -

di queste nessuna elegia.

Ci sono cose che restano -

dolore - monti - l’eterno -

nemmeno queste mi riguardano.

Ce ne sono che, ferme, sorgono.

Posso spiegare il cielo?

Quanto è immobile l’indovinello!

Emily Dickinson

Era l’estate del 1983…

Febbraio 9th, 2008

Ritratto di Tom Selleck - carboncino su carta - Susanna 1983

Era l’estate del lontano 1983…

La mia estate “californiana”; quattro mesi vissuti in un’altra dimensione!!!

Tra le mille esperienze irripetibili di quel soggiorno indimenticabile, ho partecipato ad una collettiva di “artisti matti” tenuta sulla Main Street di Venice (sì, quella famosa!). L’esposizione era libera e aperta a tutti: bellissima da vedere con centinaia di disegni, schizzi, collages, e quant’altro messi tutti in fila sulla promenade! - Nessun premio, nessun blasone, ma caspita ragazzi… c’ero anch’io! :)

Il titolo della mostra era ” Yes, I’m fan!” (più o meno) e, in pratica, si doveva ritrarre l’artista preferito, come lo vedeva l’animo dell’artista :)

Era anche la stagione di massimo successo della serie televisiva “Magnum P.I.” ed io, allora ventunenne, ero stracotta di Tom Selleck.

Lo ritrassi, lo esposi. Nessuno lo considerò. Ovviamente!

Ma… A casa di amici conobbi un signore anzianotto e un po’ folle che era il Boss dello Staff degli Stunts-men della serie. WOW!!!

Questi, con fare misterioso, si fece dare il ritratto; me ne separai quasi piangendo e solo perchè il signore era un caro amico dei miei zii. Mi sentii obbligata a regalare il ritratto, ma prima lo volli fotocopiare (era un carboncino con ritocchi a china) .

Dopo una ventina di giorni, rientrando a casa della zia che mi stava ospitando nella sua villetta di Marina del Rey (un elegante sobborgo di L.A. West, vicino a Santa Monica e Beverly Hills), trovai seduto in salotto quel signore che, in compagnia degli zii e di altri loro amici, si crogiolava con aria sorniona.

Mi dissero di guardarmi attorno e…

Appoggiata alo specchio di un mobile cinese, tra le due sculture in cristallo preferite dalla zia, era appoggiata in bella vista una foto di Selleck formato A4 con su una dedica pazzesca:

To Susan - Thanks -Tom Selleck

To Susan - thanks - Tom Selleck??? Grazie Susanna, Tom Selleck???

Insomma: il tale aveva fatto avere il ritratto a Selleck!!!

Non è una bufala! Ho verificato! Era vero!!!

E Selleck, anzichè buttarlo nel cestino, mi ha ringraziato!!!

Il signore “promotore” mi ha giurato di aver dato personalmente all’attore il ritratto, e che questi non solo lo aveva apprezzato , ma aveva proposto di ringraziarmi con la dedica, scritta al momento davanti a lui - Io, sinceramente, non ci credevo molto, ma me lo ha assicurato…

“Quella” foto con dedica è stata immediatamente messa sotto cornice in vetro, portata poi a casa con mille cure e da allora è sempre stata appesa al muro di ogni casa ove io abbia vissuto! Ancor oggi è qui, vicino a me!

All’inizio dell’articolo ho inserito la scannerizzazione (mi scuso per la scarsa qualità, ma il supporto ha quasi 25 anni!) della fotocopia del famoso ritratto, qui, invece, vi incollo quella della foto con dedica.

foto di Tom Selleck con dedica

Scusate se è un po’ sfocata, ma non ho voluto levarla dalla cornice per la copia: sulla foto ci sono le “SUE” impronte digitali! :)

Vedete?… Ho quasi cinquant’anni e vivo le emozioni da adolescente… Altro che Peter Pan! ;)

Ragazzi… quando penso a quest’avventura, mi gira ancora la testa!

Arnaldo Pomodoro

Febbraio 8th, 2008

Ciao tutti, direttamente dal Sito del Comune di Savona:

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Arnaldo Pomodoro: La Rosa del Deserto fino al 29 Febbraio 2008

Confermata fino al 29 Febbraio 2008 la presenza dell’opera La Rosa del Deserto di Arnaldo Pomodoro, che, grazie alla reciproca stima ed amicizia creatasi tra il maestro e l’Amministrazione comunale di Savona, rimarrà negli spazi verdi antistanti la Fortezza del Priamar ancora per tutto il periodo delle festività nantalizie e per tutto il mese di gennaio.

Dopo il primo prolungamento per tutto il mese di ottobre richiesto dallo stesso maestro Arnaldo Pomodoro, e una successiva proroga richiesta dal Comune di Savona per tutto novembre subito accettata, il Sindaco Berruti e l´Assessore alla Cultura Molteni hanno chiesto al Maestro la possibilità di lasciare l´opera anche durante le festività natalizie e per tutto il mese di gennaio.
La risposta è stata ancora una volta immediata: il maestro Arnaldo Pomodoro ha acconsentito con piacere alla proroga fino al 29 Febbraio 2008 dell´esposizione della Rosa del Deserto, come è stato comunicato da Giancarlo Bruzzone titolare della Galleria Conarte che ha curato, di concerto con il Comune, la splendida mostra savonese del maestro Pomodoro.
“Ricordo con grande piacere l´incontro e il colloquio con Arnaldo Pomodoro al Priamar” afferma il Sindaco Federico Berruti “ho potuto constatare quanto il Maestro apprezzi la nostra città e la sua storia, dedicandoci la sua attenzione. Tra il Maestro e Savona si è instaurato un rapporto di grande amicizia e stima, devo dire ricambiato in pieno dall´Amministrazione e dalla cittadinanza: i savonesi sono onorati della presenza di questo capolavoro artistico”.
Afferma Ferdinando Molteni, Assessore alla Cultura “Questo è un vero e proprio regalo di Natale del Maestro a Savona. Gliene siamo grati e siamo tuttora interessati a valutare con il Maestro la possibilità di poter ancora ammirare a lungo l´opera scenograficamente posizionata alla base del Priamar”.
Va sottolineato anche il ruolo della Galleria Conarte e del suo titolare Giancarlo Bruzzone che oltre ad avviare e a coordinare l´evento ha sostenuto la quasi totalità dei costi della complessa macchina organizzativa: una meritoria sinergia tra pubblico e privato che ha permesso di portare a Savona uno dei più grandi scultori della scena artistica internazionale. [citazione da: Sito del Comune di Savona]

:) E’ uno tra i miei scultori preferiti e adoro le sue opere fantascientifiche!

Lo conoscete?…

Cito Wikipedia che, fra tante altre informazioni, dice di lui: “Arnaldo Pomodoro è uno scultore italiano. È considerato il più grande scultore contemporaneo italiano, molto noto ed apprezzato anche all’estero. Le sue opere adornano città importanti come Roma, Milano, Torino, Copenaghen, Brisbane, Dublino (di fronte al famoso Trinity CollegeÈ famoso soprattutto per le sue particolari sfere di bronzo, il materiale che predilige per le sue opere, che si scompongono, si “rompono” e si aprono davanti allo spettatore, che è portato alla ricerca ed alla scoperta del meccanismo interno, in un contrasto tra la levigatezza perfetta della forma e la complessità nascosta dell’interno mondiali nonché al ), Los Angeles, oltre a figurare al Mills College in California, nel Cortile della Pigna dei Musei Vaticani, nei maggiori museiCremlino e all’ONU.

Vi consiglio di fare un giro tra le sue sculture, perchè ne vale veramente la pena! :)

Tra l’altro… Nel giardino del nostro Campus, quasi di fronte al bar, è posizionata una scultura a sfera che potrebbe essere farina del suo sacco - non so di preciso, ma se non è una sua opera, è un’imitazione… ;)

Vi allego alcune immagini delle sue creazioni che ho trovato su Google Immagini digitando il suo nome:

Sfera con sfera - fonte Google immagini 4.jpg 21.jpg le sue sfere

3jpg.jpg 5jpg.jpg 6.jpg le sue forme geometriche

Miky

Febbraio 5th, 2008

Miky e la Sirenetta di Disney - acrilico su carta di riso 60×80

Era il terzo compleanno della mia nipotina Michela :) , fan sfegatata (allora) della Sirenetta di Dysney.

Volevo farle un regalo speciale, che le restasse per sempre ma che le piacesse anche a tre anni. Pensa e ripensa ho deciso di regarle un ritratto con la sua eroina preferita!

Se volete sbirciare qualche altro ritratto andate nella mia Galleria dei quadri ;)

Pinturicchio

Febbraio 4th, 2008

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(ANSA) - PERUGIA, 1 FEB - In mostra da domani alla Galleria nazionale dell’Umbria, la quasi totalita’ delle opere mobili di Pinturicchio. Presentata oggi alla stampa e inaugurata dal ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, l’esposizione celebra, il 550/mo anniversario della nascita del maestro umbro e allestisce oltre 100 opere tra cui quelle di Perugino e Raffaello. ‘E’ una mostra gioiello’ dice la curatrice, Vittoria Garibaldi che nel 2004 aveva promosso gia’ altri artisti

Ciao tutti! :)

Vi ho segnalato questa imperdibile mostra, perchè penso valga la pena far qualche chilometro!

Entrando nel Sito ufficiale della Galleria Nazionale dell’Umbia, si accede al Link alla mostra di Pinturicchio , o Pintoricchio e da qui, alla galleria a lui dedicata.
Bernardino di Benedetto di Biagio detto Pintoricchio nasce tra il 1456 e il 1460 a Perugia da una modesta famiglia di artigiani.
Gli inizi della vita del pittore sembrano essere assai infelici e forse complicati ancor di più nel 1475 quando il padre, un modesto conciatore di panni lana, muore di peste.
Qualche anno prima però Giapeco Caporali miniatore straordinario apre bottega proprio nella stessa via della casa di Pintoricchio e si può immaginare il giovane Bernardino alle prese con pennelli e colori nella sua bottega. Quegli anni sono per Perugia un momento di grande fervore artistico, che rendono la città umbra uno snodo fondamentale per gli svolgimenti artistici del secolo in tutta l’Italia centrale, Pinturicchio partecipa a volte da spettatore e altre da protagonista e lo si riconosce impegnato nelle magiche tavolette con le storie di San Bernardino del 1473 e sui ponteggi della Sistina dove dipinge fianco a fianco con Perugino.
È però nel 481 che si ha la sua prima attestazione nei documenti quando si iscrive all’Arte dei pittori di Porta Sant’Angelo.
Il lavoro a Roma gli permette di incontrare nuovi committenti e tra il 1482 e il 1485 dipinge la cappella Bufalini all’Aracoeli, soggiorno che intermezza con continui rientri in patria per piccole commissioni e lavori facili da sbrigare, ottenuti anche grazie al nipote Girolamo di Simone, nominato giovanissimo canonico della cattedrale di San Lorenzo a Perugia.
Questo fatto si lega anche agli ottimi rapporti che Pintoricchio doveva avere con Innocenzo VIII per il quale tra il 1487 e il 1488 lavorò nel cantiere della sua abitazione in Vaticano ora in parte distrutta per far spazio al museo Pio Clementino.
Nel 1490 Bernardino è al lavoro nella sala dei Mesi del palazzo del Cardinale Domenico Della Rovere e nelle cappelle di Santa Maria del Popolo.
Due anni più tardi è a Orvieto per una commissione in Duomo che concluderà solo nel 1496. Intanto, salito al soglio pontificio Alessandro VI Borgia, lo volle per decorare i suoi appartamenti in Vaticano, un grandioso cantiere che terrà Pintoricchio impegnato a Roma fino al 1495.
Il 2 gennaio dello stesso anno la tavola per l’altare di Santa Maria dei Fossi, forse la sua opera più significativa, si trovava già al suo posto non ancora dipinta.
I lavori a Spoleto, a Perugia e ad Orvieto ora fruttano molto denaro e nel 1501 iniziano ad arrivare anche soddisfazioni politiche tanto da essere chiamato a rivestire la carica di priore delle Arti a Perugia.
Le vicende della vita di Pintoricchio si legano allo scenario politico di Perugia, lo sappiamo familiare e servitore di Cesare Borgia e legato alla famiglia Baglioni da cui riceve l’incarico di decorare le pareti della Cappella Bella di Santa Maria Maggiore a Spello, un testo pittorico, dipinto tra l’autunno del 1500 e la primavera del 1501 che avrà fortuna e importanza come pochi altri nello scenario artistico umbro.
Il coronamento arriva con lo strepitoso ciclo di affreschi della Libreria Piccolomini a Siena, dove Bernardino si impegna nel racconto delle storie di Enea Silvio Piccolomini, papa Pio II.
La grandiosa struttura architettonica dipinta si deve ad Ambrogio Barocci e i cartoni per le scene furono approntati dal giovane Raffaello, particolari che sottolineano la grandezza raggiunta dal pittore perugino.
Nel 1506 gli affreschi dovevano essere già tanto che il pittore riceve la commissione della pala di Sant’Andrea a Spello che poi dovrà lasciare ad Eusebio da San Giorgio.
Tra il 1509 e il 1510 dipinge la sua ultima opera romana, la volta della cappella Della Rovere in Santa Maria del Popolo.
Nel 1513 si ritira, malato, nelle campagne senesi dove morirà l’11 dicembre. E’ ricco ma solo, dopo l’abbandono da parte della moglie, una fine triste e solitaria di un artista “sordo, piccolo e di poco aspetto” che seppe essere grande.

[citazione: http://www.mostrapintoricchio.it/pintoricchio/pintoricchio.htm]

Non dimentichiamo che non solo ha lavorato a fianco del Perugino, ma ne è stato “anche” allievo!

Potete ammirare i suoi splendidi affreschi di spoleto, nel frattempo, come aperitivo, vi inserisco qualcosina qui…

200px-pintoricchio_005.jpg Partenza di Enea Silvio Piccolomini per il Concilio, affresco, Siena, Libreria Piccolomini [fonte Wikipedia]

200px-pinturicchio_z01.jpg “Madonna con Bambino con Santi”, affresco, Spoleto, Cappella Eroli nel Duomo [fonte: Wikipedia]

200px-pinturicchio_z06.jpg “Dio benedicente con angeli ed arcangeli”, affresco, Spoleto, Cappella Eroli nel Duomo [fonte: Wikipedia]

… Altro che la pulcetta maclà…

Acrilico su tela

Febbraio 2nd, 2008

Utopia - Barche al sole - acrilico su tela 100X40 - 2004

Ciao tutti :) !

In uno dei suoi numerosi :) post, Fabrizio mi chiede di parlare della tecnica dell’acrilico su tela… Eccomi ;)

L’unica premessa oggi è questa: nell’uso dell’acrilico sono assolutamente autodidatta e viscerale, nel senso che nessuno mi ha insegnato le tecniche “canoniche” e che adopero il colore spinta dal mio stato d’animo del momento. ;)

Non traccio il disegno nei particolari, ma solo per le grandi aree, perchè uso l’acrilico molto spesso (la pennellata copre la traccia). Tutto il resto si forma man mano direttamente col pennello :)

Compro solo 4 colori: bianco, giallo, rosso e blù in formato famiglia e invento i colori freschi freschi mentre dipingo.

Uso 4 contenitori piccolini che riempio di colori base e altri vuoti che mi occorrono per miscelare le tinte e formare i toni che mi occorrono man, mano.

Piazzo la tela sul cavalletto, mi circondo di tutti l’occorrente, sparo free jazz a stecca e chiudo gli occhi.

Resto così, in balia delle emozioni che mi risveglia la musica ed improvvisamente - ad occhi chiusi - “vedo” il quadro finito :) . Lo osservo memorizzando le curve, i colori, il messaggio che mi sta trasmettendo e me lo godo in privato per qualche minuto.

Poi apro gli occhi e la musica accompagna i miei gesti per e dalla tela, per e dai colori, in un continuo di tocchi e ritocchi, fino a quando il braccio mi urla che ha un crampo…

Allora guardo l’orologio e mi accorgo che sono passate 4 o 5 ore (a volte anche di più), che ho dimenticato di mangiare e bere e che - mannaggia - ho le gambe e la schiena “crampate”.

Però poi guardo il quadro e lui è lì, proprio come già l’avevo “visto”.

Mi alzo e mollo tutto. Stacco la musica, pulisco i pennelli e “ritorno alla vita”.

Dopo parecchie ore (a volte giorni), dopo aver osservato la tela nei suoi minimi particolari e con luce e distanze diverse, mi dedico ai ritocchi “di fino”… Aggiungo qualche ombra o qualche goccia di luce, rifilo qualche linea, e dopo molto adopero il pennellino più fine per “siglare” con maclà e la data.

Quando il colore è completamente asciutto, porto la tela all’aperto e finisco col fissatore (a volte “brillante”, per imitare l’effetto “olio”) che proteggerà il quadro per sempre. Una volta asciugato anch’esso, applico il/i ganci per appenderlo.

Quando uso la tela non incornicio mai il quadro. Le mie tele nascono per non essere soffocate da vetro o da bordure, per questo dipingo anche sui bordi laterali di “costa” della tela.

Leggeri e adattabili ad ogni ambiente, i miei acrilici su tela “rompono” la monotonia del muro con l’effetto del tromp-l’oeil.

La mia speranza è che possano trasmettere emozioni ;)

Ah… Dimenticavo! Se la “magia degli occhi chiusi” non funziona, non inizio nemmeno a dipingere, perchè - come successo nei tentativi passati - finirei per rovinare la tela!

PS: Il quadro che ho iserito s’intola “Utopia - barche al sole”, perchè il luogo rappresentato non esiste nella realtà, ma è formato da una serie di ricordi a me cari che contribuiscono a formare il mio mondo perfetto, la mia - appunto - Utopia ;)


Dipingere con le mani

Gennaio 30th, 2008

Esperimento! :)

Prendete una tavoletta in legno compensato o in cartone pressato (no carta - troppo debole).

Procuratevi acrilici (barattolino, non tubetto) e colori ad olio: solo i primari! :) Trovate le istruzioni in “accenni di colori e di acquarello:) ed un pennello da imbianchino.

Scegliete il colore acrilico dello sfondo e, senza diluirlo troppo, “spennellate” la tavoletta, fianchetti compresi con il pennello da imbianchino.

Aspettate che il colore sia asciutto. E’ acrilico: bastano 10/15 minuti :)

“Sparate” sulla tavoletta, direttamente dal tubetto, il vostro colore preferito tra i primari ad olio - SENZA DILUIRLO - puro, così come esce :) ed in abbondante quantità.

Mettete la vostra mano “a coppa”, come se teneste una grossa palla nel palmo e, in mantenendo le dita in questa posizione, appoggiate i polpastrelli alla tavoletta e iniziate a muovere la mano come se steste lavando i vetri. In ogni direzione ed incrociando le “scie” che lasciate!

Aspettate che il colore asciughi. E’ olio… ci vogliono un paio di giorni :(

Ripetete l’operazione per ogni colore che desiderate con le seguenti varianti:

  1. anzichè usare i polpastrelli, chiudete la mano a pugno e usate il lato esterno (dal mignolo) muovendovi sulla tavoletta e contemporaneamente facendo dei piccoli movimenti circolari (come se mescolaste qualcosa con un bastoncino);
  2. con la mano aperta e piatta fatela aderire per intero alla tavoletta e “scivolate” da un angolo all’altro, da destra a sinistra e viceversa, dall’alto in basso e viceversa;
  3. NON aspettate che il colore sia asciutto (si formano dei “mix” pazzeschi)!

Se poi volete “fare gli sboroni”… procuratevi anche della porporina (quella polverina in lurex colorato che si trova nei reparti per il decoupage) - occhio è abbastanza cara, vi consiglio di scegliere solo il vostro colore preferito per il primo esperimento! -, della colla vinilica, della sabbia, della segatura e quant’altro.

Potrete sperimentare in vari modi, utilizzandone uno o più di uno insieme:

  1. Durante la sovrapposizione dei colori, potrete “spolverare” con sabbia e/o segatura - si amalgameranno col colore ad olio in un effetto “crespatura”;
  2. Finita la sovrapposizione dell’ultimo colore - immediatamente - spolverate con la porporina o gettatene un po’ qua e là a vostro gusto;
  3. Una volta che l’ultimo colore è perfettamente asciutto, preparate una miscela di acuqua e colla vinilica e spennellate il tutto, compresi i fianchetti, con il pennello da imbianchino! :)

MA CHI ERA POLLOCK in confronto a voi??? ;)

www.harley.com The Key - fonte Google immagini Pollock: The Key 600 x 428 - 399k - jpg

Il mio fratellino

Gennaio 29th, 2008

Ciao tutti,

oggi sfrutto questo spazio per pensare un po’ alla mia storia di famiglia :)

Il mio nonno materno fu un pionere della modernità. Nato nel 1800, non ebbe proprio un’infanzia felice, così a 12 o 13 anni scappò di casa ed iniziò la sua carriera di libero professionista. :)

Non chiedetemi come fece - non ne ho idea - ma fu lui il primo proprietario/gestore del primo cinematografo della Val Bormida :)

Non chiedetemi quale strade lo portarono in città, ma fu lui il primo venditore di filati, di macchine da cucire e da magliera a Savona ed il primo ad avere una fabbrichetta di abbigliamento in maglia in provincia :)

Nel frattempo si fece due guerre mondiali, fu uno dei prigioniero nei campi e tornò a casa così magro e malandato, che quando mia madre (bimba di 5-6 anni) aprì la porta a chi stava suonando pensò fosse un barbone e non quel padre che non aveva mai visto.

In più riuscì - non chiedetemi QUANDO - a fare SEI figlie, tutte femmine! ;)

Sì, mio nonno fu un grande personaggio e finì la sua vita romanzescamente come l’aveva vissuta… Lasciò questa dimensione una decina d’ore dopo che vi entrai io, quasi dovesse procurarmi uno “spazio” nel mondo… E’ uno dei miei grandi dolori.

Comunque.

Quando, nel 1961 il mio papi, allora meccanico presso la concessionaria Fiat di Savona, convolò a giuste nozze con mamy, secondo la migliore tradizione entrò a far parte della Ditta del nonno, per poi diventarne conduttore insieme a mamma e ad un paio di sorelle.

Dal 1978, insieme a mia madre e me, costituì la sua Ditta ed allestì il suo negozio, sempre nel campo delle macchine da cucire e da maglieria e della vendita dei filati.

Insieme cavalcammo l’onda degli anni ‘80 e poi arrivarono in Ditta prima mia sorella e poi mio fratello.

Successivamente le mie scelte di vita mi portarono verso altre strade ed altri incroci, la malattia portò via prima mio padre e poi mia madre; l’attività passò ai miei fratelli ed infine (mia sorella attualmente svolge il lavoro di mamma) al “piccolo di casa”, oggi commerciante esperto e padre di due bellissimi bambini.

Mio padre era un venditore eccezionale, di quelli che avrebbero potuto piazzare frigoriferi al Polo Nord, ma, soprattutto, fu un tecnico meccanico esperto ed insuperabile (e vendendo macchine, è più importante essere un buon riparatore, che non un esperto venditore!).

Tutto il suo bagaglio di conoscenza è passato con il Dna di padre in figlio e quindi, se vi viene voglia di diventare artisti della stoffa (o di poter ricucire un bordo o una zip), prima di rivolgervi ai Mega-Store, fatevi un giro nel suo Sito prima e nel suo negozio poi.

Troverete il contatto umano che nessun Centro Commerciale sarà mai in grado di darvi. :)

La Polisportiva di Quiliano

Gennaio 29th, 2008

Chiesa di Quiliano

Quiliano , a soli nove chilometri dal centro di Savona, è un antichissimo borgo del primo entroterra ligure, dal territorio non solo ricco di fauna e di flora, ma bacino di rinomate aziende vinicole ed agricole e culla di letterati ed artisti.

Il Comune , meta preferita per le giovani coppie in cerca di “nido” è vitale e ricco di iniziative culturali (Pensate che dal 2005 ospita il più grande Museo Apple d’Italia!!!), sociali e sportive. Il centro sportivo più importante è il Palazzetto dello Sport.

Palazzetto dello Sport di Quiliano

Lì vi aspettano i promotori, gli istruttori, i sostenitori e gli amici della Polisportiva per condividere in armonia ed amicizia, sport ed attività fisica, corsi di Danze Caraibiche e di di Funky Hip Hop e un sacco d’altre cose :)

Visitate il loro Sito ;) Logo della Polisportiva di Quiliano - sezione “Ginnastica ritmica”

E, visto che il mio amico Fulvio è stato così gentile e carino, cliccate sul bottone blu “NEW” e buttate anche un occhio all’articolo del 29/01/08, qui ! ;)

Grazie Fulvio! :)

Eccoci qui, tra gli amici nel WEB!

Gennaio 29th, 2008

Cari tutti,

ok, questo è un blog che ha per oggetto l’arte… Va bene :)

Una manifestazione dell’arte, però, è, secondo me, anche l’amicizia ;) ! E allora: perchè non farvi conoscere alcuni amici miei?… Magari potrebbero diventare anche vostri!

Sotto, allora! :)

Preraffaelliti & Co.

Gennaio 24th, 2008

In un post di Cristiana :) , si parla del significato del colore nella pittura dei Preraffaelliti e così ho pensato di scrivere un articoletto con accenni di questa corrente artistica dell’epoca della “pittura vittoriana” (sviluppatasi, appunto, durante il regno della Regina Vittoria), definita anche “Confraternita dei preraffaelliti” e i movimenti ad essa collegabili per paradigmi e congiunzioni.

“Lavoro” di F.M. Brown - fonte:Wikipedia

La collocazione storica dei Preraffaelliti risale al 1848, quella geografica fu in Gran Bretagna e quella pittorico-culturale negli innovativi artisti europei dell’800, quali i simbolisti e i nazareni.

I nomi più noti della Confraternita dei preraffaelliti sono quelli di Dante Gabriel Rossetti (non facciamoci ingannare… non era italiano, ma inglese :) ), William Hunt, John Everett Millais, William Morris, Edward Burne-Jones, Ford Madox Brown

“Ophelia” di Millais - fonte: wikipedia

A proposito di quest’ultimo… Come tanti altri “fortunati”, a Roma tra il 1845 ed il 1845, venne a contatto con gli esponenti del movimento italiano analogo a quello della sua Confraternita, quello dei nazareni. Germanici artisti di stampo romantico e di adozione romana, dalla prima parte dell’800 e sulla linea di pensiero artistico di Von Schlegel e di Wackenroder, rigettarono il “classicismo accademico, aspirando ad un’arte rinnovata su basi religiose e patriottiche che stilisticamente assunse un carattere arcaicizzanti, dato da un forte accento lineare e dall’uso del colore crudo, steso con pennellate uniformi.” [citazione tratta da: wikipedia - argomento “nazareni”]

“Italia e germania” di Friedrich Overbeck - fonte: wikipedia

Il simbolismo francese, invece (e come tutti già sapete :) ) fu una grande corrente artistica che prese vita nella seconda metà del 1800 con Les Fleurs du mal di Charles Baudelaire (altri “padri” esteti simbolisti furono Stéphane Mallarmé e Paul Verlaine) e che abbracciò arte, musica e letteratura, con alcune estremizzazioni come quelle dei Poeti maledetti.

La pittura degli artisti “simbolisti”, come ad esempio Moreau e De Chavannes, è in “antitesi con le teorie e i lavori dei neo-impressionisti. Fine dei simbolisti è quello di superare la pura visività dell’impressionismo in senso spiritualistico (e non scientifico, come avviene invece tra i neo-impressionisti), cercando di trovare delle corrispondenze tra mondo oggettivo e sensazioni soggettive.” [citazione tratta da: wikipedia - argomento “simbolismo”]

Gustave Moreau - fonte: wikipedia

Questi movimenti hanno in comune proprio, la corrispondenza tra “reale” e “spirituale” unito al rifiuto dell’impersonale rigore accademico; l’esaltazione dell’uso “assordante” del colore e dello spontaneo movimento del pennello mosso dalla spinta primordiale di ogni emozione che l’artista prova attimo per attimo, durante la realizzazione della sua opera., grazie alla sua spiritualità e a quella della Natura.

Così come le successive (e similari) teorie surrealiste, si sarebbero evolute poi nell’estremizzazione dell’action paintin nella seconda metà del ‘900, (primo esempio: Jackson Pollock), il movimento dei Preraffaelliti ebbe poi la sua naturale evoluzione nel raffinato simbolismo dell’art nouveau di Klimt.

“Il bacio” di Klimt -1907-1908 -Vienna, Österreichische Galerie Belvedere - fonte: wikipedia  Manifesto per Ver sacrum, 1898 - fonte: wikipedia 

Donna e Uccello, Joan Mirò, 1982, Barcellona - fonte: wikipedia 

Accenni di colori e di acquarello

Gennaio 23rd, 2008

Eccoci! :)

Come da gentil richiesta di Manu (ma spero interessi tutti) oggi si parla di acquarello! :) , ma l’argomento non si può affrontare in due minuti e saranno necessari alcuni articoletti “preventivi” prima di dipingere :( sorry

Piccola premessa: il termine stesso dello stile che oggi trattiamo ci deve far capire che l’emento principale di questa tecnica è l’acqua. Ovvio, direte voi, che ci dici…

Non è tutto lapalissiano come sembra.

L’acqua è uno di quegli elementi che complicano la vita di un artista neofito, perchè è difficilmente controllabile ed i suoi effetti sono spesso indelebili ed irrimediabili :( , quindi procediamo con piccoli passi :)

Prima di tutto procuriamoci il materiale adatto: un album da disegno apposito (ha fogli più spessi e porosi dei soliti fogli da disegno; devono poter supportare l’umidità senza deformarsi troppo ed assorbire bene il colore diluito), una scatolina di colori per acquarello (per fare le prime prove vanno bene anche le tempere, ma ATTENZIONE, NON sono la stessa cosa! - poi ne parleremo :) ), ed almeno tre pennelli con la “testa” tonda: uno sottile (n°1/2), uno un po’ più spesso (n°5/10), ed uno grande (n°7), ok anche acrilici.

Prossimamente faremo un articolo dedicato solo alle varie tipologie di supporti per l’arte ;) , ma apriamo ora questa piccola parentesi. Mi raccomando: non fate economia per l’acquisto degli acquarelli, perchè solo una buona qualità vi permetterà di fare un buon lavoro grazie ad una adeguata diluizione del colore. I più pratici sono quelli “in godet” di colore secco, in mattoncini o mattonelle, da diluire con l’acqua, ma esistono anche quelli in tubetti già pronti, come la tempera (a me non piacciono :( , ma è un parere personale).

Pronti?… Via! ;) Iniziamo dai primi passi nel colore.

Appoggiamo il nostro foglio su una base impermeabile (una vecchia classica tovaglietta di plastica per la colazione in disususo è l’ideale), in modo da non rovinare tavoli e scrivanie :) .

Prepariamo davanti a noi: la scatolina dei colori, le vaschette in dotazione, i pennelli, un bicchiere pieno d’acqua, uno straccio (o rotolo di carta tipo scottex). Noi qui usiamo i mattoncini.

Ok, ora parliamo dei colori e di come si formano.

Innanzi tutto ricordate che essi si dividono in due grandi scale cromatiche: calda e fredda. Della prima fanno parte i gialli e i rossi, della seconda i verdi e i blù.

Non posso poi proprio risparmiarvi la “teoria del colore” (sorry, magari è noiosa, ma indispensabile!), per la suddivisione dei colori in “primari” e “secondari”.

I tre colori di base (primari), dai quali derivano i secondari, sono: blu “ciano” (o cyan), giallo e rosso “magenta”. Chiamati generalmente dagli addetti ai lavori: blu oltremare ( o solo oltremare), rosso carminio (o solo carminio), giallo di cadmio (o solo giallo base).

Tutti gli altri si ricavano dalla loro miscelazione, in proporzioni diverse per ogni colore. Per capire come, bagnando bene il pennello medio nell’acqua e poi “paciugandolo” sul mattoncino di colore, provate a disporre questi tre colori ai vertici di un triangolo equilatero posto all’interno di un cerchio, facendo una sorta di cerchietto.

15.jpg

Ora: se mescoliamo:

  • in parti uguali blu cyan, giallo e magenta otteniamo il verde “base”;
  • in parti uguali blu cyan e magenta otteniamo il viola “base”;
  • in parti uguali giallo e magenta ottieniamo l’arancio “base”.

Tracciamo quindi, all’interno dello stesso cerchio e, con la stessa tecnica di prima, un altro triangolo equilatero capovolto e formiamo i cerchietti ai vertici con i colori secondari ottenuti dalle miscele sopra elencate: verde, viola ed arancio; otteniamo così la “stella dei colori”.

210.jpg

(Pensate… TUTTA la pittura segue questa regola!)

Il rosso è al lato opposto del verde: il verde è il complementare del rosso! Il giallo è il complementare del viola, il blu cyan lo è dell’arancio.

Ora disegnamo un triangolo equilatero e lo riempiamo di oltremare; attendiamo qualche istante perchè si asciughi un attimo il colore e disegnamo - sovrapposto - un altro triangolo equilatero capovolto che riempiamo di giallo. Nella parte centrale abbiamo un verde (come detto), ora proviamo a ricolorare prima con uno e poi con l’altro primario (non necessariamente in parti uguali) la zona comune ed osserviamo come cambia, man mano, la gamma di colore.

Facciamo la stessa cosa per le altre combinazioni dette.

16.jpg

Se volete crearvi la vostra “tavolozza dei colori” personalizzata, segnatevi su un bloc-notes le quantità di miscele delle sfumature preferite :) (non si riuscirà MAI ad ottenere lo stesso identico risultato all’inizio, ma la pratica val più della grammatica!).

Stesso procedimento per il carminio/oltremare e per il carminio/giallo.

Abbiamo ottenuto la “gamma cromatica”.

OCCHIO: non usate MAI il nero nella miscela dei colori perchè è un errore gravissimo; si ottiene solo un unico “scian-gian” sporco ed indefinito! Per scurire i toni cercate le miscele giuste incrociando i secondari tra loro (un po’ di rosso all’arancio, un po’ di blu al viola o al verde…)

Ogni colore può essere “caldo” o “freddo”…

Esempio: disegnamo 9 rettangolini tutti in fila e partiamo dal 5° centrale con il rosso carminio (magenta). Lo numeriamo con zero. Partendo da zero (5), ci muoviamo verso sinistra aggiungendo gradatemente (poco, poco ogni volta!) in ogni rettangolo (1,2,3,4, dal centro verso sinistra) solo giallo base al carminio; ripartendo da zero verso destra aggiungiamo invece e man mano, solo blù oltremare (6,7,8,9, dal centro verso destra).

38.jpg

Vedete come la metà di sinistra è più “calda” di quella di destra :) ?

Riproviamo mettendo in posizione zero (5) il giallo base ed aggiungendo (poco, poco!) il rosso a sinistra ed il blu a destra…

47.jpg

… e poi mettendo il blu in zero (5)…ed aggiungendo (poco, poco!) il giallo a destra ed il rosso a sinistra.

55.jpg

Incredibile, vero?

Ed ora provate tutte le combinazioni possibili ed immaginabili tra le tre scale di colori, ricordandovi di segnare “gli incroci” che più si avvicinano al vostro gusto: state creando il vostro stile!!! ;)

Per oggi vi ho fuso abbastanza il cervello :( … fate i vostri esperimenti, che la prossima volta dipingiamo ad acquarello!!! ;)

Ah, dimenticavo! Le immagini inserite oggi, non sono “farina del mio sacco”, ma scannerizzate da un manuale scritto da Ettore Maiotti e stampato da New Interlitho S.p.A. (MI), con la collaborazione di Maimeri S.p.A., nel 1994 e che è stato (non l’autore… Il librone!!!) uno dei miei “Tutor” didattici a domicilio! :)

Ciaooooo

Che ne pensate?

Gennaio 21st, 2008

Che vi pare l’idea del regalo “album di viaggio di nozze”?…

Ditemelo! :)

L’angolo pragmatico

Gennaio 19th, 2008

Ok raga, siamo per un attimo pratici e dimentichiamoci dell’Aura dell’arte… ;)

Ho bisogno di sapere quanti dei vostri blogs hanno già sostenuto l’esame, quanti saranno valutati il prossimo 25 gennaio e quanti, come il mio, faranno il grande salto il 15 febbraio :)

Scrivetemi le stringhe di quelli che non ho ancora visitato: sono curiosa e disponibile per postare i mei arzigogoli cerebrali (sempre se graditi!).

Forza: postatemi qui, in questo messaggio!

Ombre e luce

Gennaio 19th, 2008

Ok, se avete letto il precedente articolo: Primi passi nel disegno, ora sapete tutti disegnare il vostro portapenne (ops…volevo dire: il mio portapenne di Linus…) :)

Vi ho fatto fare delle ombre a casaccio, giusto per dare “corpo” alla figura, ma, quando si dipinge davvero, le ombre non sono mai tali: bisogna seguire regole precise e tecniche idonee.

Proviamo a capire come!

Questa volta, prendiamo ad esempio un cubo e cerchiamo d’imparare ad “osservare ciò che si vede guardando”.

Posizionate una luce in modo che illumini un lato del cubo ed osservate la parte in ombra: cercate d’individuare il punto più scuro in assoluto (la base della faccia in ombra).

Ora girate la luce intorno al vostro cubo e, per ogni posizione, esercitatevi nella precedente operazione.

Ok, ora disegnamo il cubo ancora e sempre con il sistema dei quadrettoni, molto più facile qui (m’interessa che capiate le ombre :) )

Una volta disegnato il cubo: 13.jpg realizzate l’ombra prodotta dalla luce posizionata dalla parte opposta: dovrete capire qual’è l’ingombro che essa occupa attraverso la proiezione geometrica:

27.jpg et voilà… il gioco è fatto! … Facile, troppo facile!

Andiamo oltre ;)

Prendete una pallina al posto del cubo (brrr) e rifate le prove con la luce, come avete fatto per il cubo (giusto per capire).

Poi prendete un bel bicchiere e disegnate il contorno del fondo per un cerchio più perfetto di quello di Giotto! (non importa se le dimensioni sono diverse da quelle della vostra pallina: qui impariamo a fare le ombre!)

37.jpg Osserviamo bene bene il gioco d’ombra che la luce crea sulla pallina e iniziamo a riprodurlo, in modo da trasformare un cerchio in una sfera:

45.jpg come vedete abbiamo creato la rotondità in ombra e tracciato l’area dell’ombra sul piano.

Ora perfezioniamo l’ombreggiatura della pallina accentuando man mano verso il “punto più in ombra” e riempiamo il tratteggio del piano:

54.jpg Ed ecco qui che un cerchio piatto è diventato un solido illuminato!

In questi schizzi ho usato la tecnica del tratteggio a penna (dovrebbe essere l’ideale per gli “scarabocchiatori da telefonata” :) ), che si ottiene intensificando sempre più i passaggi.

Molto meglio se userete la tecnica spiegata in Primi passi nel disegno!

Sappiatemi dire come vengono i vostri capolavori ;)

Alla prossima!

Gli eredi di Tullio d’Albisola

Gennaio 18th, 2008

Ciao cari,

oggi vi invito a visitare il sito di una delle più grandi famiglie di ceramisti dell’arte albisolese.

Vedrete foto di personaggi come Picasso e Fontana insieme ad esponenti di questa incredibile genìa…

Mi direte: perchè loro?

Perchè è bello vedere che talvolta le tradizioni famigliari non vanno perdute, perchè le loro produzioni sono tutt’ora opere d’arte, perchè Giovanni (quello in braccio a Fontana) è un amico della mia “dolce metà” e si sa…

Meglio parlare degli amici che no… No?

A parte gli scherzi: se passate per Albisola, fate una tappa da: logo.gif anche solo per “buttare l’occhio” sull’arte di Albisola: non sarà tempo perso!

Sandro Botticelli

Gennaio 17th, 2008

“La Primavera” - Fonte:http://www.storiadellarte.com/biografie/botticelli/vitabotticelli.htm

Sandro Botticelli, “Allegoria di Primavera” cm 207X314 – 1482 circa – Firenze, Galleria degli Uffizi [Fonte immagine: www.storiadellarte.com ]

Io sono autodidatta, non ho mai potuto frequentare nè Liceo Artistico, nè Accademie d’arte, perchè figlia di genitori mooolto morigerati ed integerrimi che aborrivano l’idea della loro bimba verginale in mezzo a idee stravaganti e “costumi libertini” (così la pensavano loro).

Così, anzichè copiare i Grandi Maestri ed imparare a guidare la matita sulle forme morbide ed eterne dell’arte classica, ho fatto esercizi sui fumetti di Flash Gordon, Tex e Diabolic che giravano nei cassetti di mio padre (quelli non erano licenziosi e libertini - secondo lui).

Se sbirciate nella galleria le mie figure umane, ve ne accorgerete subito!

Il mio grande rimpianto è proprio quello di non essere in grado di riprodurre la dolcezza poetica del tratto di immortali, come, ad esempio, il Botticelli , perchè non ho fatto “l’apprendistato classico”, riservato agli studenti d’arte…

E’ per questo motivo, forse, che sono così affascinata dalle immagini giunte a noi dal ‘400 e gelosamente custodite nell’artistica Firenze .

Dimenticato già durante gli ultimi anni di vita, non gli furono conferite fama e gloria nemmeno ne “Vite de’ più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri,” scritto in due edizioni tra il 1550 ed il 1570 dal Vasari , fino alla sua “riscoperta”, dopo secoli di oblio, avvenuta nell’800 grazie all’estetismo inglese di artisti come William Turner (da quando ho visto i suoi “cieli”, la mia vita d’artista è cambiata!), John Ruskin, (scrittore, pittore, poeta e critico d’arte), o Lewis Carroll (scrittore, matematico, fotografo e logico).

Fortunatamente la scintilla che fece prendere a modello Botticelli addirittura ai “Preraffaelliti” (dopo la loro conversione a bellezze meno mistiche degli esordi), non fu solo una “moda” ottocentesca: l’eleganza del decadentismo europeo del XIX secolo ha creato un ponte ideale con il mondo malinconico ed aristocratico riprodotto dall’artista toscano, che ha permesso di traghettare la sua raffinata sensibilità fino a noi, nonostante tutto.

Vi lascio solo brevi cenni su questo grandissimo della storia dell’arte: giusto per stuzzicarvi a navigare per il web in cerca di lui e delle sue pennellate dolci ed inimitabili; tanto per farvi capire la vastità della sua Opera, vi segnalo solo che Wikipedia ha addirittura una “categoria” solo ed esclusivamente riservata ai suoi dipinti

Fate vobis… ;)

“Nascita di Venere” - Fonte:http://www.storiadellarte.com/biografie/botticelli/vitabotticelli.htm

“Nascita di Venere” - cm 175X279, circa 1484 , Firenze, Galleria degli Uffizi [Fonte immagine: www.storiadellarte.com ]

 

 

 

 

 

 

Renato Guttuso

Gennaio 15th, 2008

Oggi vi parlo di Guttuso.

Mi direte: dai… lo conosciamo tutti… facile parlare dei grandi… perchè lui?…

Io pensavo di conoscerlo fino a quando non mi è capitato tra le mani un vecchio librone quadrato, in bianco e nero, rimasto sepolto in un baule di oggetti e ricordi risalenti a prima del mio matrimonio (roba da “camole”, insomma); sinceramente non sapevo nemmeno di averlo!

Sovra-copertina del volume

Sovra-copertina del volume

Questo tomo che pesa una tonnellata e si presenta cupo e triste, con una sovra-copertina scurissima che rappresenta un bagnasciuga solitario illuminato da una scultura che reiterpreta una candela accesa in una bugia, stampato nel lontano 1980 da “Crasignani Arti Grafiche”, Pero (MI), s’intitola: “Artista chi sei - i pittori”, a cura di Romano Battaglia, è diverso da tutti gli altri libri d’arte.

In primis è quasi tutto in bianco e nero (a parte qualche riproduzione delle poche opere inserite), è pieno di splendide fotografie degli artisti realizzate da Massimo Macchia ed è precursore dello stile delle “interiste delle iene” (la nota trasmissione TV).

Cioè: a 21 artisti contemporanei (tutti viventi nel 1980), sono state fatte le stesse, identiche 26 domande, che spaziano dal generale al particolare - e viceversa - per concludersi con: Cosa vorrebbe che scrivessero sulla sua tomba?

Macabro? Tutt’altro!

Si svela l’essere umano che si cela nei pigmenti dei colori delle sue tele, nelle curve dei fianchi o nelle geometrie di pavimentazioni…

Fotografia di Guttuso di Massimo Macchia [”Artista chi sei”, a cura di R. Battaglia, Crosignani Arti Grafiche, MI, 1980 – pg 49]

Fotografia di Guttuso di Massimo Macchia [”Artista chi sei”, a cura di R. Battaglia, Crosignani Arti Grafiche, MI, 1980 – pg 4

 

 

 

 

Per questo vi parlo di Guttuso, questo noto artista, sconosciuto uomo che ha lasciato il nostro mondo nel 1986, che non è stato solamente il padre del simbolo del vecchio PCI, ma uno dei maggiori esponenti dell’Arte (con la A maiuscola) italiana del ‘900.

Dall’intervista rilasciata a Battaglia, nel febbraio dell’80 a Milano [”Artista chi sei”, a cura di R. Battaglia, Crosignani Arti Grafiche, MI, 1980 – pg 44/49], si scopre che l’artista nato a Palermo fece la fame, fu praticamente autodidatta, esordì direttamente alla prima Quadriennale Romana del 1930 con due opere pittoriche sottoposte preventivamente a giuria, vendette il suo primo quadro per 400 Lire (sì: quattrocento lire!) nel 1931, che non si lasciò mai influenzare dalle mode e via così…

Le risposte “essenziali” per la sua conoscenza, per me, sono queste: a domanda su cosa potrebbe dire sulla sua pittura, rispose:

<<Vorrei raccontare il mondo com’è, le cose come sono e il loro mistero. Questa è stata sempre la mia ambizione sin dai primi anni dell’adolescenza>>

Al quesito sulla possibilità di vivere momenti di crisi, disse:

<<Esiste uno stato di semi-crisi permanente; poi ci sono anche momenti di crisi totale>>

Fotografia di Guttuso di Massimo Macchia [”Artista chi sei”, a cura di R. Battaglia, Crosignani Arti Grafiche, MI, 1980 – pg 50]

Fotografia di Guttuso di Massimo Macchia [”Artista chi sei”, a cura di R. Battaglia, Crosignani Arti Grafiche, MI, 1980 – pg 5

 

 

 

 

Al dilemma su quale sia il valore più importante tra passato, presente e futuro, affermò:

<<Il presente scorre (ricorda la riflessione di Leonardo sull’acqua dei fiumi?) ed è già passato, il futuro è solo sogno e speranza>>

 

Circa la sua sincerità sulla tela e nella vita, confessò:

<<Cerco di esserlo nei limiti del possibile: nell’arte e nella vita; che poi sono la stessa cosa. Benché a volte l’arte riesca a rivelare più cose di quante non ne riveli il comportamento>>

 

Ed infine, circa l’eventuale suo epitaffio tombale:

<<In altra occasione ho risposto: R.G. Siciliano (ma confesso che imitavo Stendhal; goffamente, perché io sono siciliano e lui non era milanese). In fondo basta solo il nome, come per tutti.>>Renato Guttuso, “Tre operai e una prostituta”, 1979, Olio su tela 200×270, proprietà dell’autore al 1980.

 

Renato Guttuso, “Tre operai e una prostituta”, 1979, Olio su tela 200×270, proprietà dell’autore al 1980. [”Artista chi sei”, a cura di R. Battaglia, Crosignani Arti Grafiche, MI, 1980 – pg 51]

 

Credits:

  • Articolo di: Susanna Scarrone

 

  • Fonte: testo d’arteArtista chi sei:
    • Interviste di: Romano Battaglia
    • Fotografia originale di: Massimo Macchia
    • Realizzazione grafica: Studio Zonetti, C.so Magenta, 30 - MI
    • Impianti fotografici: Nuova Grafolit, Via Lazzaro Papi, 20 - MI
    • Fotocomposizione: Alfa Print, Via Zappellini, 11, Busto Arsizio - VA
    • Finito di stampare nel Novembre 1980 negli stabilimenti: Crosignani Arti Grafiche, Via Pisacane, 62 - Pero - MI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Museo della ceramica GIUSEPPE MAZZOTTI

Gennaio 14th, 2008

ECCOLO!

Il museo raccoglie la produzione di bottega e le opere realizzate presso le fornaci Mazzotti dagli artisti che dal 1903 ad oggi le hanno frequentate.
Le opere esposte sono circa 200 a rappresentare il lavoro di un centinaio di artisti.
Anno di apertura al pubblico 1964
Anno di costruzione dell’ edificio 1934
N° visitatori anno 5.000 circa
Orario 10-12 16-18 tutti i giorni compreso i festivi INGRESSO GRATUITO

Dall’umido al forno

Gennaio 14th, 2008

Oggi parliamo dei criteri di cottura della creta, passo fondamentale per ogni tipo di produzione in ceramica; magari scopriamo mondi nuovi!

Il quarto elemento compositivo della ceramica, dopo terra, aria e acqua, è il fuoco.

Il primo mondo che scopriamo, quindi, è quello del forno per cottura a combustione.

Può essere a legna, gas, gasolio o elettrico; le cotture primitive, ad esempio, avvenivano grazie a buche scavate nel terreno e riempite di materiali combustibili vari, prima la legna, entro le quali venivano poste le crete per la cottura.

Le innovazioni tecnologiche che hanno accompagnato la storia dell’uomo (e della sua arte), hanno poi migliorato le varie tecniche di cottura delle ceramiche, con scopo primario quello del controllo e della regolazione del calore, in modo da poter diversificare al meglio le produzioni e, soprattutto, di limitare i rischi di esplosione e/o rottura dei pezzi messi a cuocere (non sapete come ci si rimane male quando, dopo ore ed ore di lavoro “a crudo”, si apre il forno e si scopre che la nostra “opera d’arte” è ridotta in frammenti di coccio!)

Oggi esistono in commercio vari tipi di forno, con diverse capacità di volumi, pressioni e temperature.

Poiché la cottura modifica la struttura del prodotto finale, modulandola si possono ottenere risultati diversi. Ad esempio:

  • si ottiene la terracotta tra 960 e 1030°C;
  • per la Terraglia tenera si opera tra 960 e 1030°C;
  • per la Terraglia dura tra 1050 e 1150°C;
  • per la maiolica bastano 1000° C
  • per la porcellana, esso deve poter giugere a temperature molto alte, almeno 1500° C;
  • il Gres (fortemente vetrificato, impermeabile e poco poroso), si ottiene tra 1200 e 1300°C.
  • la Ceramica High-Tech si ottiene tra 1400 e 1700° C, previo utilizzo di sostanze aggiuntive, quali caolino e allumina.

Inoltre, nelle diverse fasi della cottura, avvengono varie trasformazioni, tra le quali la più importante è una riduzione considerevole dei volumi, dovuta alla perdita dell’acqua (umido), nelle sue varie tipologie:

  • quando il forno raggiunge i 150°C si ha il processo di eliminazione dell’acqua residua nell’impasto e quella contenuta fra gli interstrati non eliminata completamente dall’essicazione;
  • tra i 250°C e i 350°C, le materie organiche vanno in combustione ed avviene l’eliminazine dell’acqua “zeolitica” (derivante da combinazioni chimiche dei materiali contenuti nell’argilla);
  • tra i 350°C e i 600°C evapora quella igroscopica;
  • dopo gli 800°C si decompongono e trasformano i carbonati ed oltre i 1000°C fondono i feldspati, e si ottiene la vetrificazione.

Per questo è così importante usare la temperatura corretta per ogni tipo di ceramica!

Quando ci si rivolge ad un “forno” (in gergo è questo il termine che gli addetti ai lavori usano per definire i laboratori specializzati che cuociono, a pagamento, pezzi esterni), bisogna chiedere bene le sue caratteristiche disponibili.

L’argomento è talmente vasto e specifico che ritengo sia meglio sorvolare sui particolari di tipologie ed utilizzi in questa sede, sappiate solo che, se un giorno vorrete avvicinarvi alla ceramica, potrete trovare chi cuocerà per voi i vostri esperimenti ;)

Prima di passare alla cottura, però, è importante parlare dell’essicatura. Altro nostro mondo nuovo, oggi.

Ogni tecnica per produzione di ceramica va praticata con l’argilla umida; è necessaria poi una corretta e precisa essicatura, pena la distruzione dell’oggetto ancor prima dell’entrata in forno.

Prima di tutto bisogna posare il pezzo creato su un’apposita asse di legno idonea all’esiccazione che può essere di legno massello, ma anche di panforte o di truciolare (forse ancora migliori per il nostro scopo, rispetto alla prima scelta del massello), di uno spessore tra i 15 ed i 20 millimetri e di dimensioni idonee al volume dell’opera, senza esagerare in grandezza, per ragioni di utilità d’uso e trasporto.

L’importante è che le assi siano a “legno vivo”, non ricoperto da formica o da lacche, perchè i rivestimenti impediscono la traspirazione e ritardano, quindi, l’essicazione.

Esse devono essere poste in un sito buio e umido, lontano da mani curiose e protetto da urti casuali.

Detto processo deve essere prima lento, soprattutto per i pezzi di grandi dimensioni (addirittura lo si può rallentare coprendo con nylon parti determinate dell’oggetto per rallentare, ad esempio, l’essiccamento del bordo di un vaso che, normalmente, avviene più velocemente delle altre parti, per uniformare il procedimento complessivo) e poi, quando i pezzi hanno raggiunto la “durezza del cuoio”, può essere accelerata.

L’essicatura lenta e corretta aiuta ad evitare il pericolo di rotture dovute a rapidi sbalzi di temperatura quando si adopera il forno.

Nel prossimo articolo parleremo delle diverse tipologie di ceramica: primo, secondo e terzo fuoco.

Domande?…

Maurizio Cornelius Escher sul WEB

Gennaio 13th, 2008

Carissimi,

se ho stuzzicato la vostra curiosità, vi lascio qualche link per navigare con Escher:

The Official M.C. Escher Website - Art, news, history, copyright and MC Escher Foundation information.
www.mcescher.com/

 

Maurits Cornelius Escher - The Dutch graphic artist Maurits Cornelius Escher, b. June 17, 1898, d. Mar. 27, 1972, explored a strange world of optical illusion, visual puns,
www.insite.com.br/rodrigo/text/escher

 

MAURITS CORNELIUS ESCHER -Nacque a Leeuwarden, in Olanda, il 17 giugnodel 1898. Oggi la sua casa natale è stata trasformata in un museo, il Princessehof
www.giovis.com/Escher

Tutto su Maurits Cornelius Escher - Tutto su Maurits Cornelius Escher. 1. Tutto Escher Portale italiano dedicato al genio di M. C. Escher: screen saver, immagini per il desktop, theme,
dir.girlpower.it/html/Immagini/Gallery_di_giochi_otticci/

Tutto_su_Maurits_Cornelius_Escher/

E, dopo aver navigato bene, lasciate commenti :) !…

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Gennaio 11th, 2008

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Batavia 1.5 1.1 di Jose Mulia

Maurizio Cornelius Escher

Gennaio 11th, 2008

Un mio caro amico tedesco, in occasione di un compleanno, mi regalò un bellissimo libro d’arte: “Lo specchio magico di M. C. Escher”, scritto da Bruno Ernst ed edito dalla Benedikt Taschen Verlag GmbH [Hohensollernring 53,D-50672 Köln], stampato nientemeno che a Singapore!

Ho così riscoperto questo incredibile artista olandese, che farebbe felici i cultori della Gestald (Prof. Bracco… mi leggesse ora!): Maurizio Cornelius Escher .

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L’artista era un grafico del 1900 (1898-1972) e, come si legge nel libro del quale ho inserito la copertina che raffigura la litografia “Salita e discesa” del 1960,

<<si occupava della terza dimensione già molto tempo prima che le innovative figure tridimensionali realizzzate al compure affascinassero il pubblico.>>

“Specchio magico” è una sua litografia del 1946, carica di una magia ottica coinvolgente per tutti coloro che si lasciano incantare dal fascino delle forme e delle figure.

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Questa è la riproduzione dell’opera, quarta copertina del libro di Bruno Ernst, matematico, amico di Escher, che diede lo stesso titolo al libro scritto sull’artista per sottolineare proprio <<la magia che emanava dalle opere>>.

Nella contro-copertina si legge che:

<<E’ difficile definire l’opera di Escher per mezzo di sole considerazioni astratte, di natura scientifica, psicologica o storico-artistica. Che cosa lo spinse, in realtà, a creare le sue figure? Come le costruiva? Quali studi preliminari furono necessari per arrivare alla composizione definitiva?>>

Bene, dopo aver ammirato le 250 illustrazioni e spiegazioni, dati biografici e problemi matematici del libro, non ho una risposta logica; posso solo confermare l’ipnotica magia che mi ha attirato, ammaliato, avvolto.

Lo stile di questo artista, entra nel cuore e nell’anima, anche con le sue inquietudini.

Se vi capita d’incontrare qualche mostra sulla sua produzione, non perdetevela.

Qui vi inserisco qualche immagine tratta dal libro di cui vi ho parlato, confidando nel fatto che l’uso delle immagini è, oltre che divulgazione di cultura no-profit su uno spazio universitario, pubblicità per il testo citato e, quindi, spero di non incorrere in ragnatele di diritti d’autore (dovrò chiedere sul blog inserito nel roll…).

“Relatività” - litografia, 1953 “Relatività” - litografia, 1953 - pg 47 “Lo specchio magico di M. C. Escher”, B. Ernst, Benedikt Taschen Verlag GmbH, Hohensollernring.Köln D

21.jpg “Limite del cerchio III”, silografia, 1958 - pg 109 “Lo specchio magico di M. C. Escher”, B. Ernst, Benedikt Taschen Verlag GmbH, Hohensollernring.Köln D

33.jpg “Mani che disegnano, litografia, 1948 - pg 26 “Lo specchio magico di M. C. Escher”, B. Ernst, Benedikt Taschen Verlag GmbH, Hohensollernring.Köln D

53.jpg Dalla’alto a sinistra:

1. 2.”Francobolli progettati da Escher” - 3. particolare della colonna di mattoni smaltati “Neue Mädchenschule”, l’Aia, 1959 - 4.5. Due pannelli a intarsio nel Municipio di Leiden

pg 61 “Lo specchio magico di M. C. Escher”, B. Ernst, Benedikt Taschen Verlag GmbH, Hohensollernring.Köln D

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Struttura dello spazio: 1. “Il ponte” [Paesaggi] - 2. “Mano con sfera a specchio” [Compenetrazione di mondi] - 3. “Stelle” [Solidi matematici astratti]

Strutture del piano: 4. “Sviluppo 1″ [Metamorfosi]- 5. “Rettili” [Cicli] - 6. “Limite del cerchio I” [Approssimazioni all’infinito]

La relazione tra spazio e superficie in rapporto all’immagine: 7. “Drago” [L’essenza della rappresentazione] - 8. “Profondità” [Prospettiva] - 9. “Belvedere” [Figure impossibili]

pg 21 “Lo specchio magico di M. C. Escher”, B. Ernst, Benedikt Taschen Verlag GmbH, Hohensollernring.Köln D

Per concludere vi lascio questo suo pensiero “chicca”:

<<Lo stupore è il sale della terra.>>

M. C. Escher

 

… Che ne pensate voi?

Parlatemi di voi!!!

Gennaio 11th, 2008

Raccontatemi qualcosa di voi e dei vostri blog…

Lasciatemi la vostra stringa, così, se non l’ho ancora fatto, navigo un po’ dalle vostre parti ;) e, magari, vi aggiungo nel blogroll…

Ogni scritto è arte… :)

Primi passi nel disegno

Gennaio 11th, 2008

Ciao a tutti :)

Allora: ci siamo procurati un blocco a quadrettoni (più grandi sono, più grande sarà il disegno, più facile risulterà realizzarlo :) ), una matita morbida, una gomma, un carboncino nero e uno rosso… Cerchiamo in giro un righellino, un colore a pastello nero, un bastoncino tipo “cotton fioc” (tranquilli: non vi faccio pulire le orecchie…) e…

Mi capita sott’occhio la mia vecchia tazza dei Peanuts (regalo di un compleanno della mia preistorica adolescenza), che oggi uso come porta-matite.

Bene, iniziamo da qui ;)

Tracciare le righe di riferimento

Il blocco a quadrettoni serve per facilitare la trasposizione delle misure reali in quelle del disegno voluto.

Esistono varie tecniche molto sofisticate; io vi racconto della più semplice in assoluto: non riporta esattamente le trasformazioni, ma rispetta le proporzioni (e, per ora, a noi interessa solo questo).

Facciamo finta che ogni quadretto del blocco corrisponda ad un centimetro reale.

Misuriamo il nostro porta-matite appoggiando il righello di costa, con una estremità appoggiata al tavolo: la tazza è alta 13 cm totali.

Ora appoggiamo il righello piatto contro la parete della tazza, lo “centriamo” e allontanando un p0′ la testa indietro guardiamo quanti centrimetri copre la visuale della larghezza (non preoccupiamoci della rotondità della tazza, teniamo il righello fermo al centro): risulta larga 9 cm.

Stessa operazione per il manico: alto 7 cm - largo 3 cm.

Infine misuriamo l’altezza media delle matite dalla fine del bordo della tazza: 6 cm.

Ok. Adesso disegnamo, con la matita e senza calcare, le righe di traccia sul nostro blocco contando 1 quadretto per ogni centimetro relativo:

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Abbiamo ottenuto la nostra area di disegno.

Abbozziamo il disegno

Sempre a matita (nella mia figura è rossa per farvi capire) e toccando tutte le righe di tracciatura, disegnate la forma della tazza, aiutandovi col righello per le linee rette e creando le curvature con una specie di “virgolona” che taglia in diagonale gli ultimi quadretti di perimetro:

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Con il righello in diagonale appoggiato al fondo della tazza, disegnamo a casaccio e a ventaglio le matite:

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aggiungete tutte le matite che volete :)

Confermiamo il disegno

Ripassiamo la traccia del nostro portapenne con il pastello nero e poi - delicatamente - cancelliamo le righe di tracciatura e, se vogliamo, aggiungiamo l’immagine della tazza (se è la vostra prima volta, lasciate la tazza bianca); il risultato è più o meno questo:

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Rendiamo il disegno tridimensionale

Come vediamo, il nostro porta-matite è “piatto”. E’ bidimensionale, perchè mancano le ombre che rendono le rotondità ed i volumi.

Tranqui… è più facile di quel che sembra!

Anche in questo caso, se dovessimo fare un vero e proprio dipinto an plain aire (dal vero), dovremmo rispettare le luci e le ombre che il nostro occhio vede, ma (fortunatamente) noi qui vogliamo solo creare volume e curve, quindi agiremo sui bordi laterali indifferentemente e sulle matite uniformamente, senza preoccuparci d’altro :)

Allora: prendiamo il nostro carboncino nero (cercate di non sporcarvi le dita, che poi macchiate il disegno) e ripassiamo le linee laterali della sola tazza (per ora), poi, con un dito, iniziando dall’alto con tanti movimenti decrescenti, sfumiamo la polvere verso il centro della tazza con piccoli movimenti semicircolari che dal lato vanno verso il centro (è più facile farlo che dirlo, caspiterina!) senza appoggiarle la mano sul disegno per non pasticciare il tutto !

Pulitevi subito, subito le dita prima di toccare il foglio e poi soffiate via la polver in eccesso (se c’è)

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Visto la magia? La nostra tazza è rotonda e tridimensionale! :)

Ora usiamo la stessa tecnica per le matite ed il manico, usando al posto del dito (le forme sono più piccole) il famoso bastoncino in cotone

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Et voilà… Le jeux son faites:)

Ora, se vogliamo proprio esagerare, coloriamo alcune parti con il carboncino rosso, spuzziamo il fissatore (all’aperto, poco ed a una distanza di almeno 20 cm con movimenti rapidi ed uniformi), lasciamo asciugare il nostro capolavoro e… godiamocelo per sempre!

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Naturalmene il blocco a quadretti serve per esercitarsi, quando si realizzano veri disegni, la quadrettatura è fatta a matita e poi cancellata.

Quando diventerete esperti poi, salterete direttamente al disegno a mano libera, perchè proporzioni e trasformazioni vi verranno automaticamente dalla matita. (e poi non userete più nemmeno quella e andrete direttamente a carbone!!!)

Spero vi siate divertiti!

Se sì, ditemelo, così proseguo con altri piccoli passi ;)

Alla prossima.

Museo Storico Archeologico Città di Savona

Gennaio 8th, 2008

Direttamente dal sito del Comune di Savona:http://www.comune.savona.it/

Il Museo Storico Archeologico di Savona è sito nella Fortezza del Priamàr, Palazzo della Loggia, C.so Mazzini (tel. 019/822708)

Necropoli bizantina

Il Museo èstato inaugurato nel 1990 in occasione della riapertura al pubblico di una parte del complesso del Priamàr.

Urna vitrea
Gli interventi di restauro hanno contemplato preliminari indagini archeologiche in vaste aree del Complesso, condotte a cura dell´Istituto Internazionale di Studi Liguri che gestisce il Museo.
Tali ricerche hanno permesso l´acquisizione di importanti dati relativi alla storia del colle del Priamàr che, per essere stato sede del primitivo insediamento savonese, si identifica, per tanta parte, con la storia stessa della città.
Il Museo, collocato al piano terra del palazzo della Loggia, oggetto di completi scavi, unisce la suggestione del percorso archeologico all´esposizione dei materiali.

L´allestimento del Museo, curato da Guido Canali su finanziamento del Comune e della Cassa di Risparmio di Savona, si pone in una prospettiva di continuo rinnovamento per un necessario ampliamento degli spazi espositivi e per adeguarne i contenuti scientifici alle dinamiche dello scavo archeologico e dei lavori di restauro.

L’integrazione tra spazio museale e area archeologica permette al visitatore di seguire un percorso a ritroso nel tempo sia attraversando ambienti che in età successive ebbero funzioni diverse, sia mediante l´esposizione di reperti ordinati cronologicamente.
Dalle strutture settecentesche e cinquecentesche del primo vano, che inglobano un più antico ambiente quattrocentesco, si passa nella sala principale del Museo, nucleo originario del castello medievale.
Nell´ultimo ambiente la ricostruzione di parte della necropoli offre uno scorcio del Priamàr tra Tardo Antico ed Alto Medioevo.

Quanto è visibile nelle vetrine riflette alcuni aspetti della vita millenaria del colle: dalle testimonianze più antiche dell´Età del Bronzo Medio ai reperti dell´Alto Medioevo, nella prima sala, dalle ceramiche islamiche e bizantine importate a Savona nel primo Basso Medioevo alle maioliche di Età Moderna nella seconda. Non pertinenti alla storia del Priamàr sono invece gli oggetti provenienti da collezioni (mosaici, reperti ceramici, bronzei, vitrei) visibili nella prima parte dell´esposizione.

Il visitatore può usufruire di visite guidate a cura del personale scientifico che opera nella struttura, oltre ai supporti didattici, quali audioguide, audiovisivi e un percorso interattivo su computer con cui navigare all´interno del Complesso Monumentale e del Museo archeologico.

Il Museo svolge un´intensa attività didattica con le scuole di ogni ordine e grado, oltre ad attività scientifica in collaborazione con Università ed Enti di ricerca italiani ed esteri; ha curato l´edizione di una Guida del Museo e pubblica una propria collana di monografie archeologiche.

Informazioni utili

Palazzo della Loggia - Fortezza del Priamàr -
C.so Mazzini 17100 SAVONA
telefono e fax : 019 / 822708


Orario invernale (1 ottobre - 31 maggio):
martedì-domenica: 10,00 - 12,30; 15 - 17
lunedì: aperture straordinarie - dalle ore 1030 alle ore 12,30 - in occasione degli attracchi delle navi da crociera nel porto di Savona solo nei giorni 1, 8, 15, 22, 29 ottobre; 5, 12, 19, 26 novembre; 3 e 17 dicembre

Orario estivo (1 giugno - 30 settembre):
martedì- sabato: 10 - 12; 15 - 17
Domenica: 15 - 17

Biglietto:
intero: euro 2,50
ridotto (dai 12 ai 18 anni, oltre i 65 anni, gruppi e convenzioni particolari): euro: 1,50
gruppi (almeno 15 persone): euro 1,00
gratuito fino ai 6 anni e per i Soci dell´Istituto Internazionale di Studi Liguri

Servizi offerti

  • Visite guidate su prenotazione al museo, alla fortezza e alle aree archeologiche pertinenti al Complesso Monumentale del Priamàr
  • audioguide al complesso Monumentale del Priamàr in italiano, inglese e tedesco
  • Servizi didattici per le scuole
  • Aperture straordinarie anche serali nel periodo estivo
  • Percorso per non vedenti
  • Bookshop
  • Mostre temporanee
  • Biblioteca: collegata al Museo Archeologico, è fruibile dal pubblico durante l´orario di apertura. Specializzata in Archeologia medievale. La raccolta, di oltre 2000 volumi, comprende le pubblicazioni edite dall´ Istituto Internazionale di Studi Liguri, periodici nazionali ed internazionali di argomento archeologico, oltre a specifiche monografie.

 

Piantina della Fortezza


Messaggi

Gennaio 7th, 2008

n questo spazio potremo scambiarci messaggi, inviare articoli e pensieri, spettegolare sul contenuto della “Galleria dei quadri” e “Galleria delle ceramiche” di maclà…Insomma, il nostro piccolo e-box ;)

Fortezza Priamar

Gennaio 7th, 2008

La storia

(Direttamente dal sito del Comune di Savona:

http://www.comune.savona.it/IT/Page/t10/view_html?idp=1830 )

La storia del Complesso monumentale del Priamàr è strettamente legata a quella del promontorio di cui occupa una posizione strategica per il controllo dell’alto Tirreno e dello sbocco a mare delle valli comprese tra Capo Vado e Capo Torre, presso Albisola. Questa favorevole posizione venne sfruttata già dai Liguri Sabazi che, tra l’età del Bronzo e l’età del Ferro, vi eressero il proprio oppidum (testimoniato da tracce di capanne) e intrattennero rapporti commerciali con gli Etruschi ed i Greci di Marsiglia e Magna Grecia. Dopo aver dato asilo nel 205 a.C. a Magone, fratello di Annibale, nella guerra punica contro Roma e Genova, il sito savonese riacquistò un ruolo chiave nel tardo impero, soppiantando Vada Sabatia che aveva conosciuto miglior fortuna tra II sec. a.C. e III sec. d.C.

Dal IV sec., epoca a cui risale la necropoli tardo romana, in parte ancora visibile negli ambienti del Palazzo della Loggia, il nucleo del Priamàr accrebbe la propria importanza divenendo uno dei centri di controllo della Provincia Maritima Italorum: dalla sommità del colle l’abitato si espanse verso la sottostante piana, circondato da una cinta muraria.

Durante l’alto medioevo, nella parte meridionale del colle venne edificata la Cattedrale e Savona, sotto re Berengario II, divenne capitale della Marca Aleramica.

Nel corso dell’anno 1000, a seguito di trasformazioni politiche - l’affermazione del potere vescovile- ed economiche - la formazione di un ceto medio di homines maiores dediti al commercio e quindi più propensi ad un abitato in pianura, presso il mare- la città risultò articolata in castrum (Priamàr) , civitas e burgus. Così, il colle fu isolato progressivamente dalla vita attiva della città rimanendo piuttosto la sede dell’attività religiosa, con la cattedrale, e politica, con il Palazzo del Capitolo.

A partire dal 1213 Genova impose, nella zona centrale del Priamàr, un primo apparato fortificato a controllo della città rivale, il Castello di S. Maria, poi Castello Nuovo, che con gli ampliamenti quattrocenteschi cancellerà progressivamente le case private e le torri gentilizie. A sud, invece, perduravano la Cattedrale ed il Complesso vescovile, oggetto di restauri tra metà ‘400 e inizi ‘500 voluti dai papi Sisto IV e Giulio II.

Nel 1528, con la definitiva sottomissione di Savona, Genova vi impose la costruzione di una fortezza imponente: dopo le rapide distruzioni avviate nel 1542, essa venne costruita in soli otto mesi. La struttura militare (su progetto di G.M. Olgiati), utilizzando il naturale dislivello tra l’area della Cattedrale e quella del Castello Nuovo, prevedeva due vere zone separate: la prima, il Maschio, più elevata ed internamente cinta di mura, dominava la seconda, la Cittadella, da cui era separata tramite la Cortina dello Stendardo ed il Fossato del Maschio.

Altre importanti trasformazioni, dettate da esigenze militari, determinarono, tra il 1591 ed il 1610, la sistemazione dell’area della Cittadella e l’apertura del relativo fossato, e nel 1686 la realizzazione di un complesso sistema difensivo a bastioni che proteggesse ad est, nord ed ovest, la fortezza cinquecentesca.

Nel ‘700 essa fu ancora teatro delle lotte con gli eserciti austro - piemontesi e napoleonici.

Nel 1815, con l’annessione della Liguria al Piemonte, la fortezza venne destinata a bagno penale (1820) e reclusorio militare (1848).

Verso la fine del XIX sec., la riconversione di parte dell’area a scopi industriali portò allo spianamento di parte dei bastioni e degli spalti.

Complesso monumentale Priamar

Servizi Museali

UNITA’ OPERATIVA SERVIZI MUSEALI si occupa di:

COLLEZIONI CIVICHE conservate nei depositi

Queste realtà sono gestite direttamente dal Comune, ad eccezione del Museo Archeologico, affidato all´Istituto Internazionale Studi Liguri. Sono interessate da un programma comune e da un utilizzo delle risorse finalizzato a garantire la regolare erogazione di servizi culturali di base - tutela, conservazione, restauro, allestimento, fruizione pubblica, catalogazione, informatizzazione-
e servizi collaterali - promozione, valorizzazione, servizi educativi, esposizioni, conferenze, convegni, comunicazione visiva, audiovisiva e multimediale

Fortezza del Priamar, ubicazione, accessi, cartina

Ubicazione:
Corso Mazzini

Accessi:
Ponte di San Giorgio
Ascensori nel tunnel

Orari:
Orario invernale: tutti i giorni 9.00 - 19.00
Orario estivo: tutti i giorni 9.00 - 24.00

Informazioni:
Ufficio Cultura, C.so Italia 13/1: tel 019 8310325
Ufficio Custodi, Palazzo Sibilla - Priamar: tel 3292104905

Legenda cartina Priamar:
La successione alfa-numerica della legenda segue il percorso prescelto per la visita guidata.
Tra parentesi è indicata la data di erezione dei singoli manufatti.

A: Area archeologica dell´antica cattedrale di S.Maria di Castello (IX; XVI sec.)
B: Area archeologica degli Oratori dei Disciplinati (XV; XVI sec.)
C: Area archeologica della Chiesa di San Domenico
D: Area archeologica della contrada di San Domenico
E: Area archeologica della cortina di San Biagio

a: Accesso principale (XVI; XVIII sec.)
b: Ingresso galleria degli ascensori
c: Ingresso lato mare
d: Androne di accesso al Maschio (1543)
e: Androne e ponte di comunicazione con la Cittadella (1543)
f: Androne di accesso alla Cittadella (1683)
g: Androne e ponte di comunicazione con la cortina di San Biagio (1746-1759)
h: Loggia del Castello Nuovo (1417 e seg.). Museo d´arte Sandro Pertini. Museo Archeologico.
i: Palazzo del Commissario (1757)
l: Palazzo degli Ufficiali
m: Cellulaario S.Bernardo (ultimo ventennio XIX sec.)
n: Palazzo della Sibilla (1729)
o: Anfiteatro

1: Baluardo S.Carlo
2: Orecchione del Baluardo S.Carlo
3: Falsabraga dell´ Orecchione del Baluardo S.Carlo (1683)
4: Cortina S.Biagio
5: Falsabraga Orientale di S.Caterina
6: Orecchione del Baluardo di S.Caterina
7: Baluardo di S.Caterina
8: Falsabraga Occidentale di S.Caterina
9:Ponte S.Giorgio (1774)
10: Piazza d´armi del Maschio
11: Complesso dello Stendardo (XV; XVI sec.)
12: Torrione dell´Angelo (1543)
13: Baluardo di S.Bernardo (1693)
14: Cortina dell´Angelo (1543)
15: Torrione del Cavallo (XVI; XVIII sec.)
16: Cortina dello Spirito (1543)
17: Batteria del Comando (1757)
18: Fossato del Maschio
19. Batteria S.Vincenzo(1746; 1759)
20: Piazza d´armi della Cittadella
21: Baluardo di S.Teresa
22: Fossato della Cittadella
23: Baluardi di S. Paolo
24: Polveriera (1717-1730)
25: Baluardo S.Francesco
26: Cortina S.Francesco
27:Piattaforma SS.Nazario e Celso
28:Baluardo di S.Gio Batta
29: Batteria S.Giuseppe
30: Comunicazione sotterranea tra i fossati del Maschio e della Cittadella
31: Comunicazione sotterranea con il Baluardo S.Francesco
32: Sortita SS. Concezione alla Falsabraga Orientale di S.Caterina


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per saperne di più si possono anche consultare i seguenti siti:
www.provincia.savona.it
www.regione.liguria.it

per conoscere le iniziative culturali promosse dall´Unità Operativa Servizi Museali si può consultare:
Mostre e iniziative culturali, relative ai Musei Civici
Mostre ed eventi, relative alla Pinacoteca Civica

Collezione “Renata Cuneo”

Gennaio 7th, 2008

  • RENATA CUNEO, Il muratorino
  • RENATA CUNEO, Il monello del porto

Informazioni utili

Bastione di San Bernardo - Fortezza del Priamàr - C.so Mazzini 17100 SAVONA
Telefono: 019 8387391

L’esposizione è attualmente chiusa ai visitatori per motivi tecnici.
E’ in atto il riordino delle collezioni.

Allestita nel 1990 a seguito della donazione delle proprie opere da parte dell’artista al Comune di Savona.
Sita nel Bastione di S. Bernardo presso la Fortezza del Priamàr, si compone di numerosi pezzi, sculture in ceramica, bronzi, terracotte, cere e disegni. Tra le opere più significative si ricordano “L’uomo che dorme”, “Giovanna d’Arco”, “Angeli musicanti”, “L’Assunzione”, “Il Muratorino”, “L’Ecce Homo”.

Presso la biglietteria della Pinacoteca Civica è in vendita il catalogo: ANGELO ROSSI, La scultura di Renata Cuneo, Savona, 2004

Collezione d’arte “Sandro Pertini”

Gennaio 7th, 2008

Direttamente dal sito del Comune di Savona:

http://www.comune.savona.it/IT/Page/t09/view_html?idp=423

Collezione d’arte “Sandro Pertini”

All’interno della Fortezza del Priamàr, il Palazzo della Loggia ospita la Collezione d’arte “Sandro Pertini”, allestita nel 1991 in seguito alla donazione alla città di Savona delle opere d’arte appartenute all’ex Presidente della Repubblica.

ANTONIO CORPORA, Componizione n. 2

Giorgio Morandi, Natura morta

Frutto di un collezionismo, formatosi grazie ad acquisti, doni di singoli artisti o doni ufficiali, comprende un centinaio di oggetti tra dipinti e sculture.

Offre una campionatura di opere di artisti contemporanei, tra i quali segnaliamo: Remo Brindisi, Antonio Corpora, Giorgio de Chirico, Filippo de Pisis, Agenore Fabbri, Renato Guttuso, Giacomo Manzù, Francesco Messina, Joan Mirò, Giorgio Morandi, Gio´ Pomodoro, Aligi Sassu, Mario Sironi, Emilio Vedova.

Galleria d’immagini

GIULIO TURCATO, Asteroide
GIULIO TURCATO, Asteroide
FILIPPO DE PISIS, Paesaggio
FILIPPO DE PISIS, Paesaggio
RENATO GUTTUSO, Nudo disteso
RENATO GUTTUSO, Nudo disteso
ANTONIO CORPORA, Composizione 1
ANTONIO CORPORA, Composizione 1
ANTONI TAPIES, Senza titolo
ANTONI TAPIES, Senza titolo
ORFEO TAMBURI, Roma: Ponte Margherita
ORFEO TAMBURI, Roma: Ponte Margherita

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Dichiarazione di accessibilità Codice fiscale 00175270099 - Partita I.V.A. 00318690096]

Informazioni utili

Palazzo della Loggia- Fortezza del Priamàr - C.so Mazzini 17100 SAVONA
Telefono: 019 854565

e-mail: musei@comune.savona.it

Orario:
lunedì: ore 09-30 - 12.30

Biglietto:
Intero: euro 2,07
Ridotto(dai 13 ai 18 anni, oltre i 65 anni, convenzioni): euro 1,03
Ingresso gratuito fino ai 12 anni

Servizi offerti

  • Visite guidate su prenotazione
  • Servizi didattici per le scuole
  • Bookshop

PINACOTECA di Savona

Gennaio 7th, 2008

Direttamente dal sito del Comune di Savona:

http://www.comune.savona.it/IT/Page/t08/view_html?idp=2416

PINACOTECA

Uffici: p.zza Chabrol, n.3

Palazzo Gavotti, p.zza Chabrol, nn. 1-2 - +39 019 811520 presso la Pinacoteca Civica è visitabile la mostra

IL RINASCIMENTO VISTO DA VICINO
Il Polittico della Rovere nella Pinacoteca di Savona

La mostra, inaugurata il 23 giugno 2007, offre un´occasione unica e irripetible di vedere da vicino il Polittico della Rovere dopo un restauro durato oltre cinque anni.

Il lungo ed attento restauro permette ora di ammirarlo da vicino scomposto in tutte le sue parti. Questo grande capolavoro della fine del ´400, eseguito dal pittore bresciano Vincenzo Foppa coadiuvato dal collega Ludovico Brea da Nizza per l´altare dell´antica Cattedrale sul Priamàr, rientrerà nella primavera del 2008 nella sua sede abituale dell´Oratorio di Nostra Signora di Castello.
La mostra sarà visitabile fino al prossimo 30 marzo 2008

IL POLITTICO DELLA ROVERE

L. BREA, Il Polittico Della RovereV. FOPPA , Polittico Della Rovere


Il Polittico Della Rovere nella Pinacoteca di Savona

Savona, Pinacoteca Civica dal 23 giugno 2007 al 30 marzo 2008

Un’occasione unica e irripetibile: così sembra di poter definire l’opportunità di ammirare da vicino e singolarmente tutte le parti che compongono la grandiosa macchina architettonica lignea, scolpita e dipinta, che il pittore bresciano Vincenzo Foppa (1427 circa- 1516) compì nel 1490 con l’aiuto del collega Ludovico Brea da Nizza (1450 circa – 1522/1523) su commissione del nipote di Sisto IV, il cardinale Giuliano, futuro papa Giulio II, entrambi appartenenti alla famiglia savonese Della Rovere.

L’idea dell’allestimento di una mostra di questo grande capolavoro in quattro sale della Pinacoteca Civica, riaperta in Palazzo Gavotti dal 2003, è scaturita dalla necessità di far fronte a una emergenza. Nel 2006 si è conclusa una più che quinquennale e delicata opera di restauro integrale del polittico, compiuta dal Laboratorio di Franca Carboni a Genova con finanziamenti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e con la direzione della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico della Liguria.
Quando erano maturi i tempi per la riconsegna si è dovuto giocoforza soprassedere, perché nel frattempo aveva preso avvio un cantiere di restauro dell’interno dell’oratorio di Nostra Signora del Castello in Savona, l’edificio che custodisce gelosamente l’opera dal 1567. Il Comune di Savona ha allora messo generosamente a disposizione alcuni ambienti del Museo perché tutte le parti costituenti l’insieme potessero esservi ricoverate in attesa della conclusione delle nuove opere. I
l Comune, l’Ente proprietario, la Confraternita di Nostra Signora del Castello, e la Soprintendenza al Patrimonio, con la collaborazione e il supporto economico della Fondazione “A. De Mari” Cassa di Risparmio di Savona, hanno però ritenuto necessario avvalersi della fase di stallo per rendere comunque fruibile nei dettagli più minuti la grande ancona, cosa che normalmente non è possibile visto che la si ammira da svariati metri da terra, in una esposizione allestita a cura dello Studio associato Tortelli e Frassoni di Brescia.
Il percorso della mostra consentirà di rievocare un periodo di particolare floridezza per la città di Savona, soprattutto dal punto di vista delle vicende culturali. È il cosiddetto periodo “Roveresco”, che coincide con gli ultimi anni della autonomia comunale di Savona, contrassegnati dal mecenatismo artistico della famiglia Della Rovere. A Giuliano Della Rovere, cardinale di San Pietro in Vincoli si deve la commissione e il parziale finanziamento di questa vera e propria gemma che fregiava l’altar maggiore della antica cattedrale di Santa Maria sul Priamàr, spianata a partire dal 1543 dai Genovesi. Le complesse e articolate vicende del manufatto, dalla realizzazione, alle vicissitudini e ai restauri successivi, verranno illustrati da appositi apparati didattici che si dipaneranno lungo il percorso della mostra, insieme alle indispensabili informazioni relative ai dati, ma anche ai problemi emersi ed evidenziati dall’ultimo intervento conservativo. Per la prima volta, inoltre, sarà possibile vedere il polittico Della Rovere insieme all´altro dipinto eseguito da Foppa per Savona, la bella pala Fornari di classica e composta impaginazione, già conservata nella Pinacoteca Civica di Savona.

IL POLITTICO DELLA ROVERE: particolari

V. FOPPA, Madonna con il Bambino e Giuliano della Rovere
V. FOPPA, Madonna con il Bambino e Giuliano della Rovere
V. FOPPA, La cuba. Cristo
V. FOPPA, La cuba. Cristo
V.FOPPA L.BREA, S. Ambrogio e S. Agostino
V.FOPPA L.BREA, S. Ambrogio e S. Agostino
V. FOPPA, S. Matteo e S. Giovanni
V. FOPPA, S. Matteo e S. Giovanni
V. FOPPA e aiuti, Adorazione dei Magi
V. FOPPA e aiuti, Adorazione dei Magi
V. FOPPA e aiuti, S. Giovanni sull'isola di Patmos
V. FOPPA e aiuti, S. Giovanni sull’isola di Patmos

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La galleria di immagini è solo un suggerimento per venire ad ammirare da vicino tutte le singole componenti del pretigioso polittico. Un´ occasione unica e irripetibile perchè l´opera, dopo un lungo e laborioso restauro, è presentata per la prima volta al pubblico coì “smontata” e solo ora può essere apprezzata in tutti i suoi minuti particolari. A fine mostra il polittico, rimontato, riprenderà per sempre la sua sede definitiva nell´oratorio di Nostra Signora di Castello.

Carboncino e Sanguigna

Gennaio 7th, 2008

Con il carboncino nero, quello rosso (sanguigna) ed i pastelli si possono realizzare diverse tecniche di disegno, spesso usando tutti e tre i materiali insieme, se invece si adoperano solo carboncino o sanguigna si ottengono i cosiddetti “disegni a carboncino” o “carboncini”.

Grazie all’uso di speciali “fissatori finali” essi possono rimanere inalterati praticamente per sempre.

Il carboncino si trova in commercio in differenti forme principali: “a cannello” (circa 5 mm diametro x 14 cm lunghezza; oppure circa 10 mm diametro x 14 cm lunghezza), o “da scenografia” - o “matita carboncino”, in pezzi a sezione triangolare (3 cm di lato e 30 cm di lunghezza).

Un altro tipo di carboncino è “a matita”, con la mina composta da polvere ricavata dalla macinazione del carbon black e nero d’ossa e mescolata ad una minima quantità di legante (gomma adragante o gomma arabica), particolarmente idoneo per disegni da dipingere successivamente a pastelli, a olio, tempera o acquarello.

Infine il carboncino a sezione quadrata ha il pigmento nero praticamente identico a quello della matita: è ricavato dalla calcinazione delle ossa, più carbon black macinato e mescolato ad un legante tipo argilla (o gomma arabica o gomma adragante). Il tono del nero è tendente al marrone, mentre quelli vegetali tendono all’azzurro; inoltre, anche se si usa esattamente come il vegetale, questo carboncino non si può cancellare con un colpo di panno, ma solo con una gomma apposita. E’ quindi molto professionale.

Andiamo a comprare una matita morbida, un blocco a quadrettoni, un carboncino vegetale nero ed uno rosso ed un fissatore per carbone spray…

La prossima volta inizieremo a disegnare!!!

“ritratto di Riccardo”

“ritratto di Riccardo” - carboncino e sanguigna su carta di riso 50X70 - maclà 2006 - pubblicato su Annuario d’Arte contemporanea “L’elite new 2007″

Plasmare la terra?

Gennaio 6th, 2008

1.

L’argilla è il materiale base da cui si ottengono, con le diverse lavorazioni, i vari prodotti che vanno genericamente sotto il nome di “ceramica”, ma che gli addetti ai lavori dividono in: terrecotte, terraglie, grès, maioliche e porcellane. (nei prossimi articoli in dettaglio)

L’argilla è chiamata anche “creta” o semplicemente “terra”; formatasi in milioni di anni di storia geologica dalla decomposizione delle rocce “feldspatiche” (composte da diversi minerali), si estrae da cave.

E’ quindi un’opera d’arte naturale per eccellenza ed è parte integrante (e viva) della superficie terrestre che, combinata con acqua, aria e fuoco attraverso la sua manipolazione, si trasforma in opera d’arte dell’uomo.

Questa magia di elementi, grazie alla sua semplicità, è stata parte integrante della storia dell’uomo dalla notte dei tempi; dalle più remote civiltà fino ad oggi l’argilla trasformata in ceramica ha segnato spesso il grado di progresso e di crescita culturale delle varie civiltà.

Man mano che i popoli progredivano inventavano nuove tecniche per esaltare gli utilizzi della creta che, grazie alle caratteristiche di base ha esaltato a sua volta le loro culture, in un preziosissimo circolo vitale.

La principale sua caratteristica è la “plasticità” che, grazie all’aggiunta dell’acqua, ci consente di modellarla a nostro piacimento con la “forgiatura” o la “plasmatura”.

Molto importante è la sua “reffrattarietà”, che le permette di essere sottoposta al processo della “cottura” a temperature molto elevate; grazie ad essa, infatti, l’argilla possiede la capacità di non subire variazioni che ne compromettano la forma, con l’aumento della temperatura.

Importante poi è il “colore” che essa acquista dopo la cottura: rossa, rosata, giallastra (a seconda della quantità di ossido di ferro in essa contenuta), o bianca (nel caso del “caolino”) grazie alla ricchezza intrinseca di carbonato di calcio.

Ultima, ma importantissima caratteristica è quella relativa al livello di “porosità” della creta cotta, dalla quale dipende la capacità di assorbire, rendendola più o meno idonea ai vari tipi di lavorazione. Se cotta a basse temperature (900/1000°) è più porosa e perfetta per essere “maiolicata” (approfondiremo poi…); se la cottura è fatta tra i 1200/1400° la si può considerare addirittura “non porosa” e, molto compatta, viene usata per grès e porcellane.

“l’alba del pescatore” - maclà 2004 - piatto in cotto decorato a freddo

“alba del pescatore” - piatto in “cotto decorato a freddo” di maclà - anno 2004

Piero Cavo - Piccavo

Gennaio 6th, 2008

Pittore, scultore e poeta, nato a Savona nel 1931, è caposcuola del “bassorilievo applicato con colori senza colore”.

Pluriaccademico, ha esposto in molte città, in mostre personali e rassegne, ottenendo premi di rilievo fra i quali: Trofeo “Il marzocco” e premio “Un metro di gloria” a Firenze, “Oscar Italia” a Milano, medaglia d’oro ddall’Accademia Italia e Coppa d’oro Pertini 1996. recensito su giornali, riviste e volumi d’arte, suo opere sono in molte collezioni.

<<Con la sua tecnica del tutto personale, contempera in armonia i linguaggi espressivi della pittura e della scultura.>>

Ho avuto la fortuna e l’onore di conoscere Piccavo, che io chiamo semplicemente “maestro”. E’ una persona completa e combattiva che ostinatamente vuole sopraffare la vita, con le sue avversità e trappole.

Lui mi ha dato la spinta per affacciarmi al mondo dell’Arte e grazie a lui ho avuto il coraggio di appendere pezzetti della mia anima ai muri di musei e gallerie.

I suoi quadri sono realizzati con la tecnica della lamina e dei minerali. Le sue dita sono bruciate dal microsaldatore e dagli acidi, gli occhi ingranditi dagli occhiali consunti che usa quando lavora, ma il suo sguardo è vivo e vitale: d’artista.

Il signor Piero Cavo è un anziano signore con mille aneddoti da raccontare con al fianco la sua impagabile moglie; Piccavo è un artista completo, dall’anima giovane, al quale il mondo dell’arte deve ancora rendere completamente omaggio.

“casetta sull’isolotto” - 60X40

Piccavo - “Casetta sull’isolotto” - fogli in lamina alluminio/rame/oro 60X40 anno 2007