Lo Spinnamento

Febbraio 14th, 2008

Lo spinnamento o finning è una pratica che prevede la pesca di uno squalo per asportarne solo le pinne. L’animale viene poi rigettato ancora vivo in mare, dove morirà sul fondo, incapace di nuotare.

A cosa servono le pinne di squalo? Una volta essiccate, vengono utilizzate in oriente per cucinare la tradizionale zuppa di pinna di squalo. Le pinne sono praticamente insapori e servono solamente a conferire alla zuppa una consistenza collosa, tanto apprezzata nella cucina orientale. Questa zuppa è anche abbastanza costosa ed è infatti diventata uno status symbol.

Quella dello spinnamento è una piaga difficile da sconfiggere sia perchè la zuppa viene considerata un piatto tradizionale (e le tradizioni sono difficili da sconfiggere, come abbiamo potuto osservare nel caso della corrida), sia perchè popolazioni molto povere vedono in questa pesca una facile fonte di guadagno.

Tra l’altro lo squalo è un pesce di cui si possono utilizzare tantissime parti del corpo.

I prodotti che si ricavano dallo squalo sono:

la carne: può essere mangiata fresca, salata, essiccata o affumicata. E non solo nei paesi orientali. Pensate che in Europa il paese maggior consumatore di carne di squalo è l’Italia. Sì perché quelli che noi acquistiamo in pescheria come palombo, smeriglio, gattuccio, nocciolo sono in realtà degli squali. In Inghilterra il famoso piatto “fish and chips” è a base di carne di squalo.

la pelle: grazie alla presenza di durissimi dentelli, essa viene utilizzata soprattutto come carta a vetro per smerigliare il legno (“smerigliare” da smeriglio che è appunto uno squalo). Oppure si possono sciogliere chimicamente i dentelli e utilizzare la pelle per fabbricare borse, scarpe e cinture. Una curiosità: la Diadora, famosa marca di scarpe sportive, ha in produzione una linea di scarpe in pelle di squalo (foto sotto).

gli occhi: le cornee degli squali sono molto resistenti e possono quindi essere utilizzate per la sperimentazione al posto delle cornee umane.

il fegato: da esso si ricavano sostanze come lo squalene, utilizzato in campo farmacologico e cosmetico.

il sangue: da esso si estraggono sostanze coagulanti impiegate nella prevenzione delle malattie cardiovascolari.

le ossa: vengono utilizzate come fertilizzanti. Si pensava che la cartilagine potesse curare il tumore nell’uomo e questo ha dato il via ad un utilizzo smisurato di questa sostanza. In realtà non vi è nessuna dimostrazione scientifica che essa abbia realmente effetti benefici né per il cancro né per gli altri tipi di malattie per cui viene prescritta e venduta. Vi consiglio quindi di diffidare da questi prodotti e da chi ve li spaccia per miracolosi.

Se vi interessa approfondire l’argomento vi segnalo questo sito: http://www.unosqualoperamico.org/dossier/prodotti.html

 

The End

Feste sanguinarie spagnole

Febbraio 10th, 2008

La corrida è solo la più grande e popolare forma di violenza istituzionalizzata della Spagna. Ma purtroppo ne esistono altre: ogni anno si svolgono circa 3.000 feste in cui vengono torturati e sacrificati animali, spesso in onore dei santi. Moltissime altre vittime si aggiungono quindi ai 14.000 tori uccisi ogni anno nelle corride.

Gli animali vittime di queste feste sanguinarie sono animali non più utilizzabili per altri scopi, quali l’allevamento, il trasporto o la stessa corrida. Sono quindi animali vecchi o malati che, invece che essere lasciati morire o essere soppressi, vengono uccisi in modo barbaro o sono vittime di sevizie che li portano ad una morte lenta e dolorosa.

Di seguito vi riporto una lista di alcune di queste feste che ho trovato su un sito della L.I.D.A. (Lega Italiana dei Diritti degli Animali), da cui ho tratto molte informazioni interessanti anche sulla corrida (http://www.mclink.it/assoc/lida/corrida.htm):

A MANGANENSES (Zamora)- a febbraio - viene lanciata dall’alto una capra viva.

A TORDESILLAS e in molti altri luoghi “eroici cavalieri” strappano o tagliano la testa di galli vivi appesi per le zampe.

Festa dell’asinello

Si svolge a Villanueva de la Vera (Caceres) in Estremadura ogni anno l’ultimo giorno di Carnevale.

Un asinello piccolo e vecchio, cavalcato e selvaggiamente bastonato, viene trascinato dalla folla, quando cade viene obbligato a rialzarsi a randellate, mentre i bambini lo riempiono di botte, calci e pugni per ore finchè l’animale agonizza.

Festa del Toro Embolado (Toro con le corna di fuoco)

Sono più di 50 province di Valencia, Castellan e in altri paesi della Spagna.

Si avvitano alle corna del toro piccoli arnesi con palle di cotone, olio e catrame a cui viene dato fuoco. Mentre l’animale impazzisce per il catrame infuocato che gli brucia il muso e gli occhi, viene inseguito, perseguitato e bastonato dalla folla.

Festa del Toro de la Vega (Settembre)

Un popolo di adulti e bambini armati di lancie lunghe fino a 3 metri, aspetta l’arrivo del toro per torturarlo e trapassarlo in tutte le direzioni. Risulta vincitore di una LANCIA D’ORO, offerta dal Municipio, colui che, per primo, taglia i genitali al toro ancora vivo.

Festa del Toro di Coria (Giugno, Estremadura)

12 tori vengono seviziati e linciati dalla folla inferocita, 2 al giorno per 6 giorni in onore di S. Giovanni.

The End

La Corrida - parte 3

Febbraio 8th, 2008

Da un recente sondaggio è emerso che l’82% degli spagnoli

sono contrari alla corrida.

Perchè allora la corrida continua ad esistere?

Perchè è gestita da potenti lobby, definite dagli animalisti spagnoli mafia taurina. Essa ha il sostegno del Governo spagnolo e della cultura ufficiale, impossessandosi dei mezzi d’informazione, che presentano questo spettacolo barbaro come arte, folklore, tradizione popolare, simbolo del paese.

Riceve così finanziamenti da imprese desiderose di promuovere il proprio marchio attribuendogli un sapore culturale.

Alcune corride vengono poi fatte per beneficienza, per i bambini del terzo mondo, per la ricerca sul cancro, ecc, al solo scopo di dare al truce spettacolo una parvenza di rispettabilità e dignità.

Come se non bastasse, le corride ottengono anche l’appoggio della Chiesa, con giovani preti che scendono nell’arena per ottenere fondi per il restauro di chiese o altre opere di beneficenza. Inoltre molte corride sono fatte in onore dei santi.

La mafia taurina, con il consenso del governo, apre scuole di tauromachia per futuri toreri, in modo da abituarli fin da piccoli alla violenza e alla vista del sangue. Un metodo “didattico” consiste nell’inscenare corride “in miniatura”, dove nani o scimmie torturano a morte dei vitellini.

Ci sono stati e forse ci saranno ancora tentativi di esportare la corrida in altri paesi, tra cui l’Italia, dove per fortuna la pratica non ha attecchito, anche perchè la legge del nostro paese proibisce spettacoli pubblici che comportino sofferenza e sevizie agli animali (anche se poi permette l’utilizzo degli animali nei circhi, dove non soffrono in scena ma dietro le quinte).

Gandhi diceva: “Grandezza e progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali”.

P.S. Vi lascio il link del sito di una organizzazione, la FLAC (Federazione Lotta per l’Abolizione della Corrida), che si occupa specificatamente di questo fenomeno. Non è un sito molto bello graficamente ma contiene molte informazioni utili e petizioni da firmare.

Ecco il link: http://www.flac-anticorrida.org/italien/accueili.html

The End

La Corrida - parte 2

Febbraio 4th, 2008

Più o meno tutti abbiamo chiaro in cosa consista la corrida, ma forse non tutti (me compresa) sanno con precisione cosa succede nell’arena e soprattutto cosa succede prima che il toro entri nell’arena.

Per questo vi riporto tutta una serie di informazioni che ho trovato su un sito.

PRIMA DI ENTRARE NELL’ARENA, il toro:

-viene tenuto al buio, sottoposto a droghe e purghe per indebolire le sue forze

-viene percosso sulle reni con sacchi di sabbia

-gli viene cosparsa trementina sulle zampe per impedirgli di star fermo

-gli viene messa vaselina negli occhi per annebbiargli la vista

-gli viene infilata della stoppia nelle narici e nella gola per impedirgli di respirare

-gli vengono conficcati aghi nelle carni.

QUANDO ENTRA NELLA’RENA:

-gli vengono conficcate dai “picadores” le “picas”(lunghe aste con la punta di ferro) che producono dolore ed emorragie

-gli vengono infilate dai “banderilleros” le “banderillas”(piccola lancia con ciuffo di strisce colorate che vengono piantate nel collo), che straziano ancora più i muscoli, costringendo l’animale ad abbassare la testa

-viene colpito ripetutamente dalla spada che provoca sempre più gravi emorragie polmonari che soffocano l’animale

QUANDO ESCE DALL’ARENA:

-viene trascinato via, spesso ancora agonizzante e paralizzato, ma cosciente

-ancora vivo, gli vengono tagliate coda e orecchie, macabri trofei di un’ingiusta vittoria

-poi viene macellato.

Il toro non è l’unico animale a fare una terribile fine durante la corrida. A lui si aggiunge anche il cavallo cavalcato dal matador, a cui vengono inflitte terribili torture, a mio parere ancora più ingiustificate di quelle inflitte al toro. Leggete questo:

“Anche i cavalli, spesso vecchi e malati, feriti, con le corde vocali tagliate, gli occhi bendati, sono vittime della corrida. A volte sventrati e rapidamente ricuciti, vengono riportati nell’arena e finiscono agonizzanti senza che nessuno si curi di loro quando sono inutilizzabili.”

MA PERCHE’ TUTTO QUESTO???

The End

La Corrida - parte 1

Febbraio 2nd, 2008

Siccome l’argomento è più vasto del previsto, per non appesantirlo troppo ho pensato di parlarne in più di una “puntata”.

Oggi vi presenterò la famosa corrida spagnola, giusto un assaggio per capire di cosa andremo a parlare.

La corrida è questo:

“Nell’arena in festa, tra musiche e colori, trafitto dalle “picche” e dalle “bandierine”, dalla spada e dal coltello il toro, immobile, vive la sua lenta agonia.

Accanto a lui muore il cavallo, il ventre squarciato sotto la trapunta.

Il “matador”, eroico e vittorioso, si inchina alla folla che applaude.

E’ il finale dell’ultimo atto di una corrida spagnola che alcuni continuano a definire espressione d’arte, di cultura, di folklore.”

Come può coesistere nello stesso luogo e nello stesso istante la gioia, la festa e la morte lenta e dolorosa? Come si può pensare anche solo di sorridere di fronte ad un altro essere che soffre? Come si può festeggiare perchè un animale innocente sta agonizzando?

Nell’arena CHI E’ LA BESTIA?!?

The End

Coniglio gigante

Gennaio 30th, 2008

Siccome non è mia intenzione angosciarvi la vita…e siccome la natura e il mondo animale propongono delle cose davvero spettacolari…guardate questo!

No no, non è un fotomontaggio. La fonte è il National Geographic.

Non sono in grado di fornirvi dati precisi perchè, come saprete, su internet si scrive un pò di tutto e le informazioni sono abbastanza discordanti.

Non si tratta di un coniglio semplice un pò troppo cresciutello, ma di una vera e propria razza di conigli giganti. La lunghezza dell’animale dovrebbe essere di circa 1 metro e il suo peso può andare dai 6 ai 10 chili o più. Comunque potete farvi un’idea dalle immagini. Solo le orecchie misurano 21 cm, la lunghezza di un coniglio normale! Rosicchia oltre 2 kg di cibo al giorno e mangia una balla di fieno alla settimana.

Questa specie è presente soprattutto in Inghilterra, dove il proprietario di un negozio di animali ne possederebbe l’esemplare più grande (foto sotto a destra), che non è però stato inserito nel Guinness dei Primati perchè si è voluto evitare che gli allevatori rendessero obesi i loro conigli (bravi!) e in Germania, dove un pensionato ne tiene un allevamento (foto sotto a sinistra).

CHE TENERIIIIIIIIIIIIII!!!!! ma non sono degli amori questi enormi batuffoli di pelo??????

Ovviamente c’è già qualcuno che pensa di farselo al forno… il pensionato è stato contattato dalla Korea del Nord per contribuire alla realizzazione di un allevamento di conigli giganti, vista la loro alta prolificità, per un problema di scarsità alimentare.

The End

Stop alla caccia!

Gennaio 27th, 2008

Detesto i cacciatori, è più forte di me.

Lo chiamano sport…qualcuno mi spiega cosa c’entra con lo sport?

Lo chiamano hobby…forse anche i serial killer lo fanno come passatempo.

Dicono di amare la natura…non so voi, ma io quando amo una cosa di solito non la distruggo. Se amano tanto la natura e gli animali, perchè non fanno una bella passeggiata e quando avvistano l’animale invece del fucile non tirano fuori una bella macchina fotografica? Così potrebbero anche soddisfare il tanto declamato “istinto cacciatore” dell’uomo. La tecnica è la stessa, ci si apposta, ci si avvicina il più possibile senza farsi sentire…Il risultato è un pò diverso, una foto invece di un cadavere.

La maggior parte delle volte poi, i cacciatori uccidono animali così piccoli, soprattutto uccellini, che non possono nemmeno cibarsene!

Senza contare, perdonate l’espressione, la stupidità dei cacciatori e i danni che provocano all’ambiente e alle persone.

Quando c’è carenza di animali da cacciare, i cacciatori inseriscono una specie animale in un habitat che non è il suo, provocando profondi squilibri nel sistema ecologico.

Nelle campagne liguri, ad esempio, hanno inserito caprioli e cinghiali che, non avendo predatori naturali, sono cresciuti in soprannumero, danneggiando profondamente le coltivazioni. Io ho una casa fuori dal paese, in aperta campagna, e vi posso assicurare che sia i caprioli che i cinghiali fanno un sacco di danni. I primi entrano negli orti scavalcando recinzioni di oltre un metro e mezzo. I secondi scavano il terreno alla ricerca di radici, bulbi, larve, lasciando il terreno completamente rivoltato su estensioni anche di diversi metri quadrati.

A causa di questa sovrappopolazione, del tutto prevedibile tra l’altro, i cacciatori pensavano di inserire i lupi. Ok…e dopo cosa inseriamo per eliminare i lupi?!?

A rimetterci a volte sono anche gli animali domestici, soprattutto i cani. Occhio se portate il vostro animale (ma anche un bambino piccolo che tende a mettersi in bocca tutto quello che trova) a passeggiare in campagna o nei boschi perchè i cacciatori spargono bocconi di cibo avvelenati, riservando alle vittime una morte atroce.

Per quanto riguarda i danni alle persone, basta consultare i dati dell’ultima stagione di caccia:

- morti 54 cacciatori e 1 persona comune

- feriti 72 cacciatori e 21 persone comuni.

Perchè il bello è che si sparano anche tra di loro!!!

Insomma, io non so che dire…ditemi voi come la pensate, che siate sostenitori o meno della caccia, mi interesserebbe conoscere anche punti di vista diversi dal mio.

Per chi è a sfavore della caccia segnalo un sito piuttosto completo, dove si possono trovare anche delle petizioni da firmare: www.abolizionecaccia.it

Per concludere, vi lascio con una citazione più attuale che mai:

“Non si dicono mai tante bugie quante se ne dicono prima delle elezioni, durante una guerra e dopo la caccia”

Otto Von Bismarck

…e con una barzelletta (altro che carabinieri!):

Cecco e Gigione si accordano per uscire a caccia insieme. Dopo un pò di cammino Gigione scivola maldestramente da una riva, cade e perde i sensi. Cecco, imbranato e impacciato, va in panico e chiama il pronto soccorso: “Pronto, aiutatemi, il mio amico è morto!! Non mi risponde più, sono disperato, ditemi che devo fare!!!“. L’operatore risponde: “Non si preoccupi, stia calmo; per prima cosa deve assicurarsi che il suo amico sia realmente morto!“. L’operatore non sente più nulla…poi…uno sparo! Cecco riprende il telefono; “Bene, ora sono sicuro che è morto…adesso che devo fare?;)


The End

La mattanza dei delfini

Gennaio 23rd, 2008

Ogni anno, da ottobre ad aprile, periodo di migrazione dei delfini, a Taiji è aperta la caccia a questi animali. Taiji è un piccolo villaggio a sud del Giappone che si affaccia sul mare e sulle rotte dei cetacei. In questi mesi vengono uccisi e catturati oltre 20.000 esemplari tra delfini e piccole balene.

I delfini vengono catturati per due motivi principali: per la carne e per rifornire i parchi acquatici.

La carne di delfino viene messa in commercio nonostante le certificate alte concentrazioni di inquinanti, in particolar modo di mercurio. Per questo molto spesso viene fatta passare per carne di balena.

Il video che vi voglio far vedere mostra le tecniche di caccia di questi delfini. I pescatori si dispongono con grosse barche appena al largo della costa. Individuato il branco cominciano a battere violentemente su delle barre di acciaio parzialmente immerse in acqua, creando così una barriera sonora che spinge i delfini dentro la baia. A quel punto alcuni scafi bloccano l’unica via d’uscita e gettano delle reti, stringendole loro intorno. A questo punto, i delfini vengono selezionati. Quelli destinati al consumo alimentare sono portati a ridosso dei moli del porto di Taiji, arpionati e legati con delle funi. Quindi sono trasportati su piccoli camion o, ancor peggio, legati ad essi e trascinati sull’asfalto fino al luogo della macellazione, dove, ancora vivi, sono scuarciati con mannaie o seghe elettriche. Contemporaneamente gli addestrati dei delfinari scelgono gli animali più giovani da trasferire nei circhi d’acqua di tutto il mondo. In questa fase, quelli ritenuti non adatti a tale scopo vengono macellati in loco.

ATTENZIONE: il video contiene immagini forti!

Per vedere il video clicca QUI.

Migliaia di animali vengono uccisi in modo barbaro e violento.

Il mare si tinge di rosso…e l’aria si riempie delle loro grida di dolore…

Ragazzi firmate la petizione che Cristiana ha trovato e gentilmente postato:

http://www.petitiononline.com/golfinho/

Le firme sono più di un milione per ora, date il vostro contributo, 1 minuto del vostro tempo può salvare tante vite da una fine atroce. E se comunque la petizione verrà ignorata, sarà un NO gridato da migliaia di voci, aggiungiti al coro!

The End

Buone notizie per le aragoste

Gennaio 20th, 2008

Il 22 dicembre scorso la LAV (Lega Anti-Vivisezione) ha indetto l’Aragosta-Day, effettuando controlli in supermercati e punti vendita di 40 città italiane per verificare a quali trattamenti sono sottoposti aragoste, astici e altri crostacei. Infatti, come dichiara Gianluca Felicetti, presidente della LAV, “il consumo di questi crostacei tende ad aumentare proprio in occasione delle festività natalizie, sempre più spinte a celebrare i consumi anziché l’importanza della vita, a qualunque specie vivente appartenga”.

Tantopiù che ora gli animalisti sono sostenuti anche dal Ministero della Salute, che ha redatto un documento dal titolo “Sofferenza di aragoste e astici vivi con chele legate e su letto di ghiaccio durante la fase di commercializzazione”. Il titolo del documento dice già tutto sulle sofferenze a cui sono sottoposti questi animali. Ma non finisce qui. Il loro calvario continua quando vengono buttati ancora vivi nell’acqua bollente per essere cotti.

I cuochi lo fanno per un miglior risultato del piatto (che secondo me non giustifica una tortura simile) ma studi scientifici hanno dimostrato che non è fondata la credenza secondo cui solo buttando l’animale ancora vivo nell’acqua bollente si ottiene un gusto migliore. Anzi, una morte dolorosa provoca la produzione di tossine da parte dell’animale, incidendo sul sapore della sua carne.

Ma adesso queste pratiche sono considerate a tutti gli effetti casi di maltrattamento e sono già scattate diverse denunce per violazione dell’articolo 544 ter del Codice penale, che punisce il maltrattamento di animali con una sanzione che va fino ad un anno di reclusione al pagamento di una contravvenzione fino a 15 euro.

Bisognava arrivare a tanto? Ci voleva la sanzione? A quanto pare non siamo in grado di capire da soli finchè non ci toccano il portafoglio.

Una cosa che non ho mai capito poi è come si fa ad andare al ristorante, scegliere un’aragosta ancora viva e, nella migliore delle ipotesi, sguazzante in un acquario e ritrovarsela poco dopo nel piatto. A me si chiuderebbe lo stomaco sinceramente. Figuriamoci poi cucinarmela da me!

Approvo in pieno la tesi sostenuta nel libro “Il tema della Sfinge”, scritto da Giuseppe Notarbartolo e Jeff Schweitzer, secondo la quale se vogliamo cibarci di altri animali (perchè pochi sono i vegetariani e nemmeno la sottoscritta lo è) abbiamo perlomeno il dovere di ridurne al minimo le sofferenze. Almeno questo!

E dopo queste notizie come al solito non troppo allegre, voglio regalarvi un sorriso con questo video tratto da un cartone animato della Walt Disney, una piccola rivincita sui cuochi ;) Lo ricordate? Penso di sì, è famosissimo…

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The End

Cane muore per “arte”

Gennaio 17th, 2008

Guillermo Habacuc Vargas ha 50 anni, è originario di Costa Rica ed è un artista contemporaneo. Artista?!? Beh, io lo definirei in tanti modi, anche non proprio eleganti…e vi spiego il perchè.

Il signore in questione ha catturato un cane randagio con l’aiuto di alcuni ragazzini e l’ha trasformato nel protagonista della sua esposizione. Il cane pelle e ossa era legato a una corda, senza cibo nè acqua, in una stanza sulle cui pareti troneggiava una scritta realizzata con croccantini per cani. Prima del termine della mostra il cane è morto di fame.

Lo scopo dichiarato di Vargas sarebbe stato quello di mostrare agli spettatori la sofferenza dei cani randagi, che in questa parte del mondo sarebbero particolarmente numerosi. Certamente la sofferenza della povera bestia era visibile a tutti, anche se nessuno ha mosso un dito per farlo liberare!

Suo intento era anche quello di dimostrare l’ipocrisia delle persone che si scandalizzano se il fenomeno viene esposto in una mostra mentre lasciano correre di fronte allo stesso fenomeno che si ripete quotidianamente per le strade della città. La cosa non mi sembra proprio la stessa: sarà anche vero che i cani per le strade muoino di fame ma per lo meno non sono legati e hanno la possibilità di cercare il cibo e l’acqua senza esserne privati con la forza.

Comunque possiamo dire che gli intenti fossero nobili…i mezzi un pò meno!

Dopo il putiferio che ha scatenato la notizia, Vargas si è scusato sostenendo che non era sua intenzione far soffrire l’animale (noooooo! macchè!) e ha rincarato la dose affermando che l’animale sarebbe comunque morto viste le condizioni in cui si trovava (allora non salviamolo ma diamogli il colpo di grazia!).

Inoltre il responsabile della mostra ha tentato di salvare la situazione in corner, affermando che il cane veniva esposto solo per poche ore al giorno e nelle ore in cui la mostra era chiusa veniva nutrito (infatti era scheletrico).

Che fine ha fatto il cane visto che del suo corpo non c’è traccia? Secondo quanto sostengono Vargas e il responsabile della mostra, sarebbe scappato dopo pochi giorni (scusa un pò banalotta, non vi pare?).

Molti sostengono si tratti dell’ennesima bufala e danno credito alle versioni dei signori sopra citati. Io non ho ancora trovato prove che testimonino chiaramente che di bufala si tratta, anzi mi sembrano più numerosi i motivi per credere che tale non sia. In ogni caso se si scoprirà che di bufala si tratta, tanto meglio, lo spero proprio!

Che fine ha fatto l’”artista”? Nessuna scomunica dall’albo degli artisti, nessuna denuncia, nessuna sanzione…nemmeno, che so io, un giorno di digiuno! Anzi, pare che si stia preparando a partecipare alla Biennale Centroamericana del 2008…

The End